Il Tirreno

all’archivio storico di portoferraio 

L’intellettuale in campeggio, la storia di Grato Maraini

Stefano Bramanti
L’intellettuale in campeggio, la storia di Grato Maraini

Prorogata la mostra dedicata ai ricordi dell’imprenditore che arrivò a Lacona e aprì nella località elbana una delle prime strutture turistiche dell’isola

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PORTOFERRAIO. È stata prorogata nell'archivio storico al centro De Laugier, la mostra archivistico-fotografica, dal titolo “Un intellettuale in campeggio, Grato Maraini imprenditore all'Elba nel campeggio da lui fondato a Lacona negli anni 50”. «Ho dato – dice Gloria Peria, responsabile dell’archivio - il via a questo impegno, nell'ambito dell'iniziativa regionale “Archivi aperti”, promossa dalla Regione Toscana con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archivistico e documentario pubblico. È anche un modo per dar spazio alla donazione, di un valido materiale documentale, messo a disposizione dai figli di Grato Maraini, Daniel e Patrick. I documenti daranno probabilmente altre informazioni, grazie agli studi che faremo e potranno essere raggiunti traguardi nuovi di conoscenza, compresi eventuali dettagli riguardanti il padre di Grato, Antonio Maraini, famoso artista, scultore e critico d'arte, che aveva numerose relazioni con suoi colleghi che frequentavano l'Elba negli anni Cinquanta e altri big del mondo della cultura. Un lavoro molto importante per far conoscere l'isola del dopo guerra, che risorgeva faticosamente, scoprendo mano a mano anche le chance offerte della nascita del turismo». Curatrice della mostra è Nicoletta Marrone. Nella mostra ci sono foto della famiglia Maraini, tra cui si vede anche la piccola Dacia, figlia di Fosco Maraini, il fratello di Grato, che oggi è una nota scrittrice. Poi vari documenti, le prime tariffe del campeggio ed è esposta anche una statuetta realizzata dal padre dei due personaggi, Antonio. Tesori culturali, abilmente disposti dalla Marrone, che rivelano ricordi l'avvio del turismo elbano.«Grato, un uomo attento, umano e generoso – commenta la curatrice – che ha creato sviluppo e ha dato lavoro a vari elbani; socializzava con la gente del posto e si creò un'empatia notevole. Ha conservato tanti documenti di allora e ci permettono oggi di capire tanti dettagli storici». —

Stefano Bramanti

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