Gioco
L’intellettuale in campeggio, la storia di Grato Maraini
Prorogata la mostra dedicata ai ricordi dell’imprenditore che arrivò a Lacona e aprì nella località elbana una delle prime strutture turistiche dell’isola
PORTOFERRAIO. È stata prorogata nell'archivio storico al centro De Laugier, la mostra archivistico-fotografica, dal titolo “Un intellettuale in campeggio, Grato Maraini imprenditore all'Elba nel campeggio da lui fondato a Lacona negli anni 50”. «Ho dato – dice Gloria Peria, responsabile dell’archivio - il via a questo impegno, nell'ambito dell'iniziativa regionale “Archivi aperti”, promossa dalla Regione Toscana con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archivistico e documentario pubblico. È anche un modo per dar spazio alla donazione, di un valido materiale documentale, messo a disposizione dai figli di Grato Maraini, Daniel e Patrick. I documenti daranno probabilmente altre informazioni, grazie agli studi che faremo e potranno essere raggiunti traguardi nuovi di conoscenza, compresi eventuali dettagli riguardanti il padre di Grato, Antonio Maraini, famoso artista, scultore e critico d'arte, che aveva numerose relazioni con suoi colleghi che frequentavano l'Elba negli anni Cinquanta e altri big del mondo della cultura. Un lavoro molto importante per far conoscere l'isola del dopo guerra, che risorgeva faticosamente, scoprendo mano a mano anche le chance offerte della nascita del turismo». Curatrice della mostra è Nicoletta Marrone. Nella mostra ci sono foto della famiglia Maraini, tra cui si vede anche la piccola Dacia, figlia di Fosco Maraini, il fratello di Grato, che oggi è una nota scrittrice. Poi vari documenti, le prime tariffe del campeggio ed è esposta anche una statuetta realizzata dal padre dei due personaggi, Antonio. Tesori culturali, abilmente disposti dalla Marrone, che rivelano ricordi l'avvio del turismo elbano.«Grato, un uomo attento, umano e generoso – commenta la curatrice – che ha creato sviluppo e ha dato lavoro a vari elbani; socializzava con la gente del posto e si creò un'empatia notevole. Ha conservato tanti documenti di allora e ci permettono oggi di capire tanti dettagli storici». —
Stefano Bramanti
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