Il Tirreno

I furbetti del ticket scoperti in ospedale: dipendenti e “amici” sotto inchiesta

Paolo Carletti
I furbetti del ticket scoperti in ospedale: dipendenti e “amici” sotto inchiesta

Piombino: coinvolti primari, dirigenti, e pazienti che non pagavano. Scattano i risarcimenti e i provvedimenti disciplinari

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PIOMBINO. Un’inchiesta amministrativa, che ha sfiorato conseguenze penali, mette in subbuglio l’ospedale Villamarina di Piombino. E non solo. Non ne sarebbero immuni, anche se in proporzioni minori rispetto al presidio piombinese, anche Portoferraio, Cecina e Livorno. Come accaduto anche in altre città, il malcostume degli esami clinici effettuati da dipendenti della Asl (dirigenti e primari, a scendere nella scala gerarchica), e fatti fare anche a parenti e amici, è stato portato alla luce da un’inchiesta della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza.

Occorre andare un po’ indietro, al 2013, con la scoperta dei primi casi di quella che potrebbe sembrare una truffa, ma che invece alla fine - nel corso di questi anni - è stata derubricata a inchiesta amministrativa, con restituzione dei ticket non pagati e salate sanzioni per molti dipendenti e pazienti a loro collegati. Ora siamo però in una fase che è altrettanto delicata: coordinata dalla direttrice generale De Lauretis i vertici della Asl nostrana stanno infatti convocando uno ad uno tutti i dipendenti colti con le mani “nella marmellata”, per decidere quali provvedimenti disciplinari comminare. L’Azienda ha costituito una commissione ad hoc, anche perché - pur in mancanza di riscontri ufficiali ma le fonti sono molto attendibili - i casi sarebbero oltre cento per quanto riguarda i dipendenti, a cui ci sono da aggiungere un numero addirittura superiore di amici e parenti, che anche in gruppi arrivavano in ospedale dal primario o medico amico per effettuare esami senza dover pagare alcunché. Una commissione che sta valutando quindi la posizione di ognuno di coloro che erano comparsi in una lunghissima lista, e che ora rischiano dal richiamo scritto (per i casi più gravi) alla sospensione dello stipendio per un periodo definito. Insomma, Villamarina sembra non avere mai pace, e le voci che girano tra gli addetti ai lavori, narrano di un malcostume diffusissimo e conosciuto, ma che solo nel 2014, qualcuno dall’interno ha avuto il buon senso di segnalare.

Inizialmente come detto della vicenda si è occupata la Corte dei Conti di concerto con la Guardia di Finanza. I militari però non avrebbero trovato riscontri oggettivi per aprire un’inchiesta penale, che quindi è rimasta circoscritta all’interno dell’Azienda sanitaria. Le indiscrezioni parlano di autentiche stangate arrivate soprattutto all’indirizzo di chi aveva incarichi di responsabilità, ma si è reso autore di questo tipo di irregolarità. Ma si parla anche di politici coinvolti, che però una volta saldato quanto dovuto sono stati depennati dalla lista che fra dipendenti e “imbucati” negli ambulatori dell’ospedale contava - a quanto pare - alcune centinaia di persone. Certo, un altro elemento che si aggiunge alla situazione già pesante di un ospedale che rischia di perdere servizi importanti, e che può sperare soltanto che sia confermato il turn-over per poter continuare a lavorare, anche sotto organico.

Ovviamente per questioni di privacy è impossibile accedere alla lista (men che mai a quella originaria), ma intanto l’inchiesta ha avuto il merito di smascherare tanti “furbetti”, e di tagliare di netto un malcostume che danneggiava i dipendenti onesti e le finanze dell’intera Azienda sanitaria, intenzionata a non fare sconti a chi ha infranto le regole.




 

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