Gioco
Ecco il gran finale della Sagra del cinghiale
Oggi e domani due giorni di feste tra banchi, mostre, musica, fumetti e il corteo storico con gli sbandieratori
Oggi inizia il gran finale di sagra con due giornate festive consecutive, con la riapertura totale dei banchi, le specialità del cinghiale alla griglia, i tanti vini locali, le mostre, le iniziative particolari e infine la musica che fa da motivo conduttore della manifestazione organizzata dall’Evs Pro loco e giunta alla sua edizione numero 51, nell’anno del cinquantenario dell’associazione sorta nel settembre del 1968.
Ma il piatto forte odierno sarà il corteo storico che sfilerà per le vie del paese fino alla millenaria pieve di San Giusto dove ci sarà la rievocazione della consegna a Baroncello, sindaco plenipotenziario del Castello di Suvereto, della Charta Libertatis da parte di Ildebrandino VIII degli Aldobrandeschi conte di Sovana. Il prezioso documento, che si trova all’archivio di Stato di Siena - dopo il restauro di anni fa a cura del Comune suveretano - concedeva nel 1201 al castello sul confine nord della contea aldobrandesca la titolarità di iniziative impensabili per quei tempi, come la possibilità di vendere e acquistare immobili, di ospitare forestieri. Per questo si è parlato di una sorta di trasformazione ante litteram in “libero comune”, non tanto per meriti speciali dei suveretani di allora, quanto per l’essere un importante presidio da tener buono sui confini con Pisa e Firenze. E, alla riscoperta di radici locali, nel 1972, dopo le ricerche storiche poi pubblicate del duo Luigi Giannecchini e Vinicio Sguazzi, la quinta sagra si arricchì della tradizione dei terzieri Castello (simbolo il gallo), San Francesco (il Santo) e Borgo (l’oca) che rappresentarono la nascita del corteo storico. Arrivarono i primi costumi realizzati artigianalmente, le bandiere, gli sbandieratori di Massa Marittima (la compagnia suveretana nacque nel 1992, vent’anni dopo), con la “Giostra degli arcieri storici” alla sua prima apparizione con partecipanti ingaggiati da società grossetane che si contesero il “Palio di S.Croce”, la storica gara antica di secoli che fa nuovamente capolino, prima della consacrazione definitiva nel 1982 come manifestazione a se stante, oggi disputata con la corsa delle botti.
In mattinata proseguono le iniziative itineranti nel borgo e nel parco di Montioni, le prove di tiro degli arcieri, e la presentazione nel Chiostro di “Suvereto a fumetti” una pubblicazione che sarà stampata il prossimo anno a cura di Francesco Biondi e Alessandro Bellucchi, per l’Evs e il Comune, con una storia di fantasia per avvicinare a tutto ciò che Suvereto offre. Nel pomeriggio in via Matteotti proiezioni inedite a cura di Canis Lupus Italia e Alta Maremma camera trapping sulla fauna del parco di Montioni. Ovviamente apertura dei ristoranti della sagra (il Ghibellino e la Rocca), ma anche di angolini suggestivi come piazzetta San Martino dove si può degustare il cinghiale in umido con olive e polenta o salsiccia all’uccelletta, scegliendosi un calice tra i tanti eccellenti vini di Suvereto nella adiacente “Enoteca della sagra”. —
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