Il Tirreno

Balneari in azione sulla Costa est per rifare la spiaggia in tempo per l’estate

Cecilia Cecchi
Mauro Cecchetti del bagno “Onda viva” davanti al ristorante “il Mirollino”, semi distrutto (foto PaBar)
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Mauro Cecchetti del bagno “Onda viva” davanti al ristorante “il Mirollino”, semi distrutto (foto PaBar)

Al lavoro per rimediare i gravi danni dopo la mareggiata di ottobre Cantieri di recupero al Mirollino, la Capannina, Bagnoskiuma

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PIOMBINO. Presto che è tardi. Cinque dicembre di sole, per una giornata che «sa quasi di estate e non possiamo perdere tempo». In Costa Est i balneari hanno un solo pensiero: essere pronti ad accogliere cittadini e turisti già per Pasqua.

Ruspe, nuovi interventi a protezione della duna, prima risistemazione e recupero delle strutture dopo la mareggiata di fine ottobre col vento che in alcuni momenti ha raggiunto i 167 km/h e il mare che ha fatto il resto ingoiando le spiagge di Costa Est e Sterpaia, da Perelli a Torre Mozza. Dunque danneggiate strutture e distrutto l’equilibrio ambientale. E i balneari sono qui da giorni: obiettivo recuperare il più possibile l’equilibrio tra quanto successo e la bellezza di sempre. Del mega ripascimento, per una spiaggia pronta il primo giugno si occuperanno – come promesso anche dal commissario straordinario, Enrico Rossi – Regione e Comune.

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Poi c’è la possibilità di microcrediti. A Perelli 2, Fabrizio Lotti, presidente del Consorzio balneari e titolare del bagno La Capannina con Claudio Serratore della Dejavu Group (che ha rilevato il ristorante), a seguire gli interventi in corso. «Sono stato in Regione nell’ufficio dell’assessore al turismo Stefano Ciuoffo – conferma Lotti – insieme al consigliere Gianni Anselmi. Piombino è stata riconosciuta come area di maggiori danni in Toscana. Da qui la possibilità per i privati di accedere a due micro crediti: 20mila euro, con 24 mesi di stop a interessi 0 e pagabili fino a 144 rate. E altri 20mila, a fondo perduto, dal governo».

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Microcredito o no, la spiaggia è un “cantiere”. A controllare la situazione di Torre Mozza Nicolò Bussotti (Relais Torre Mozza): «Chiusi fino al 12 aprile – spiega – Col maltempo? Entrata l’acqua nella torre e distrutta la spiaggia a ridosso, certo i nostri sono stati danni limitati...».

C’è Mirella Mirolli a sovrintendere il recupero del “Mirollino” (ko dopo la tempesta) insieme al figlio Mauro Cecchetti, responsabile di “Onda viva”, lo stabilimento balneare a ridosso del ristorante. «Dopo la mareggiata da paura – ricorda Mauro – Col trattore siamo andati a riprendere i tavoli a Carbonifera».

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«Abbiamo chiesto e ottenuto l’autorizzazione dal Comune di ricostruire tutto com’era – dice Mirella – Lo rifacciamo subito a spese nostre...». La famiglia ha gestito dal 1972 il ristorante dentro la Torre per poi passare nel 2009 al “Mirollino”. «La struttura che ospita il locale – racconta Mirella – prima era il nostro magazzino. Sarà tutto pronto per Pasqua...». In spiaggia ben visibili i resti di cemento più eternit delle “vecchie baracche” a lungo nascoste sotto la sabbia e rivelate dalla mareggiata, resti delle casette sul mare degli anni Settanta.

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Anche a Carlappiano, vedere oggi la situazione del Bagnoskiuma sembra già tutta un’altra cosa rispetto al dopo mareggiata. Qui c’è già un buon tratto di nuove barriere a difesa della duna. «Ci rivedo ancora qui il 29 ottobre, senza sapere come liberare il bagno dall’acqua – sottolinea Christian Esposito – Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che sono venuti qui a pulire: hanno fatto un lavoro fantastico. La mia famiglia è impegnata sul litorale fin da metà anni Sessanta, ma una mareggiata così non la ricordava nessuno». Al bagno Vania Nencini e Massimo Esposito.

«Importante da subito il sostegno del Comune – conclude Christian – e il forte coinvolgimento dimostrato da tutti. Perché è importante condividere l’amore per quello che si ha. Sarebbe bello, come già fanno da sempre in Australia, poter organizzare aree per fumatori dimostrando sensibilità verso la salute e senso civico». 

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