Italia
La storia di Samira e dei suoi figli dal campo Rom a una vita normale
«Siamo arrivati qui e vivevamo con l’elemosina, poi grazie a Stefania Di Chiara è cambiato tutto: il lavoro, la scuola per i bambini, e anche una casa»
PORTOFERRAIO. All’Elba ha trovato la possibilità di un futuro diverso per i suoi figli, impossibile fino a che non è arrivata qui ed ha trovato chi gli ha teso una mano. Lei è Samira, una bosniaca rom, arrivata all’Elba coi suoi due figli e il marito da un campo nomadi. Qui ha conosciuto la presidente dei volontari Caritas del Duomo di Portoferraio, Stefania Di Chiara e da questo incontro è iniziata per lei una nuova vita. «Prima di arrivare a conoscere questi volontari – ha raccontato Samira – andavo in giro a vendere le piante e a chiedere l’elemosina, anche davanti al Duomo di Portoferraio». Da lì Vedeva la presidente dei volontari della Caritas in chiesa ed andava a prendere viveri e vestiti al centro dell’associazione in Via Bini, ma la vita era difficile soprattutto pensando alle prospettive per i bambini. «Un giorno – continua a ricordare Samira – Stefania si è messa a sedere vicino a me e mi ha chiesto di che cosa avessi bisogno, quali erano i problemi che dovevo affrontare ogni giorno». Ha iniziato a raccontare piccoli episodi della sua vita rom fino a che non è venuta fuori tutta la sua storia. «Abitavo nei campi nomadi – spiega - dove c’era di tutto e soprattutto tanta sporcizia. Con i nomadi anche se vuoi dare un futuro ai tuoi figli non ci riesci». Questo ha chiesto Samira a Stefania Di Chiara, di poter dare un futuro ai suoi due figli, una ragazzina che ora frequenta la seconda media e un bambino in prima elementare. A quel punto si è messa in moto la macchina dei volontari. «Piano piano mi hanno inserito nel mondo lavorativo – continua sorridendo Samira – ho lavorato per tre mesi come lavapiatti. Quando ho finito il lavoro mi hanno fatto prendere la disoccupazione». Le hanno poi trovato anche un piccolo appartamento in modo che Samira, oltre al marito potesse far venire i due figli qui all’Elba e li hanno iscritti a scuola. «Adesso – racconta – sto facendo una vita come speravo di poter fare al posto di quella del campo nomadi. Anche perché nessuno ti dà l’opportunità di cambiare vita». Invece i volontari del Duomo, pur tra mille difficoltà, ci sono riusciti, ed ora Samira e la sua famiglia sono parte della comunità del duomo. «Ringrazio Stefania e tutti gli altri – termina Samira – che mi hanno dato questa opportunità. Da sola non ce l’avrei fatta. Se penso a come è cambiata la mia vita rispetto a 7 mesi fa vedo i tanti cambiamenti che ci sono stati, in meglio. I mie figli stanno bene e sono inseriti a scuola e in questa comunità». La figlia frequenta anche il catechismo e in primavera riceverà i primi sacramenti cattolici. — A.D.
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