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Discarica, Arpat contesta i ritardi sugli impegni contro i cattivi odori

cloz

Verifiche dell’Agenzia regionale seguite a una visita del Noe  dei carabinieri. L’azienda  deve rispondere ai rilievi mossi sul rispetto del cronoprogramma

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PIOMBINO. Da un paio di mesi le giornate segnate dalla puzza particolarmente persistente proveniente dalla discarica Rimateria sono aumentate, così come le segnalazioni e le proteste dei cittadini.

Qualcosa è indubbiamente successo: la spiegazione data di recente dal direttore Luca Chiti, è stata che la colpa è dei «lavori per l’installazione della sezione di purificazione del biogas che hanno comportato l’interruzione della torcia che brucia i gas».

Anche l’amministrazione comunale col sindaco Massimo Giuliani ha più volte invitato l’azienda a mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per risolvere il problema.

Fatto sta che giorni scorsi Rimateria è stata oggetto di una visita dei carabinieri del Noe, che hanno fatto una verifica sulla situazione complessiva della discarica. E giorni dopo a Rimateria si è presentata l’Arpat.

Secondo fonti regionali (il tema è finito anche nell’ultima Conferenza dei servizi) Arpat avrebbe contestato il mancato rispetto del cronoprogramma studiato proprio per combattere le esalazioni, considerato in ritardo rispetto agli impegni. Contestazioni a cui ora l’azienda dovrà rispondere formalmente.

Intanto continua il pressing del Comitato salute pubblica, critico con le motivazioni ribadite dal Pd sul loro no al referendum in consiglio comunale, «innalzando cortine di fumo nel tentativo di nascondere fatti ormai sotto gli occhi di tutti. Mentre in questi giorni tutta la città boccheggia sotto i pungenti miasmi provenienti dalla discarica, leggiamo che Rimateria sarebbe nientemeno che un impianto “a supporto di quella diversificazione economica tanto citata da molti”. Turismo? Con questo odore? Con una piramide di rifiuti a ridosso delle spiagge bandiera blu e del progettato porto turistico distante circa 500 metri dalla nuova discarica? Con i progetti della Wecologistc e con la Creo?».

Il Comitato vuole «rassicurare il Pd sul fatto che abbiamo compreso benissimo che la sua astensione al documento delle opposizioni ha permesso il rinvio della cessione delle quote a 60 giorni. Sospettiamo però che tale rinvio magnanimamente concesso non sarebbe probabilmente nemmeno stato preso in considerazione se non fosse stato necessario alla luce degli ultimi sviluppi della vicenda Finworld: al momento non c'è un fideiussore e finché non ne viene trovato un altro la cessione delle quote è molto difficile. Comunque grazie. Avremo almeno il tempo necessario – è la conclusione – per fare ricorso contro la bocciatura dei referendum, i nostri avvocati ci stanno lavorando. Due cose vogliamo: esprimere la nostra opinione sul progetto Rimateria per mezzo del referendum e i carotaggi». —

cloz

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