Toscana
Controllo del vicinato per vigilare sui quartieri
A gennaio saranno montati i cartelli. Corso di formazione per chi ha già aderito I cittadini avranno la funzione di osservatori e segnaleranno episodi sospetti
. A piedi, di sera, da corso Italia a piazza della Costituzione, senza timore. O andare in vacanza senza il timore del furto nella propria casa. Già 11 i cittadini che hanno deciso di dire basta all’insicurezza percepita aderendo al “Controllo del vicinato”.
Il primo dei cartelli sarà installato (tra poche settimane) proprio all’ingresso di Piombino. Per proseguire poi quartiere per quartiere dove già ci sono state adesioni tra piazza Costituzione, via Grosseto, via Pertini, via Nenni, via Buozzi e via Tellini. Tante le iniziative collaterali come dépliant anti truffa. «Cartello all’ingresso – spiega l’assessore alla Sicurezza e al decoro Claudio Capuano – perché anche chi arriva deve sapere che la città ha adottato questo modello di attività deterrente per comportamenti antisociali o illegali. Tra gli obiettivi, coinvolgere i commercianti: per loro stiamo cercando di definire i possibili sconti sulle tasse locali secondo il bilancio 2019, per avviare pure il collegamento delle videosorveglianza privata a quella pubblica».
Da più di due anni l’assessore sta lavorando su questo progetto di sicurezza partecipata.
Decisivo l’incontro del 30 novembre, alla saletta rossa. Oltre all’assessore Capuano, Maria Grazia Braschi, consigliere Pd, la comandante della polizia municipale Angela Galeazzi, un rappresentante del direttivo nazionale dell’associazione “Controllo del vicinato”, Enzo Musardo, Alberto Lazzeretti referente dell’associazione per la provincia di Grosseto, Daniele Avorio, coordinatore del gruppo di Marina di Cerveteri.
Qui, soprattutto, un bel numero di cittadini (può aderire ogni persona maggiorenne residente qui da almeno 5 anni).
E gli undici che si sono già iscritti al gruppo abitano in diverse zone della città. «Necessario coprire il più possibile i quartieri. Chi vuole – aggiunge Capuano – può andare all’Urp del Comune e iscriversi utilizzando i moduli. Dopo le feste natalizie verrà convocato un nuovo incontro di formazione e informazione rivolto a quanti faranno parte del gruppo per iniziare l’attività».
Funzionerà un sistema di comunicazione interno e tempestivo (messaggistica istantanea o gruppo chiuso su facebook) su cui scambiarsi informazioni. Ci sarà un coordinatore con funzioni di amministratore, per raccogliere informazioni dalla rete di cittadini iscritti al programma, fare una prima valutazione e poi trasmetterle alle forze dell’ordine. Nessuna sovrapposizione col lavoro delle forze dell’ordine: per i gruppi di controllo mera osservazione e segnalazione di attività sospette.
Responsabile del programma il comandante della polizia municipale. «Progetto che punta a migliorare la sicurezza in casa e nella comunità – dice Capuano – diffuso in Europa. Un punto di riferimento sociale che non ha niente a che vedere con vigilanza tipo “ronde”. Al contrario si punta a diffondere la cultura della sicurezza solidale, preventiva e del senso di appartenenza alla comunità». Tornare a conoscersi ed avere fiducia pure tra vicini di casa, grazie anche a questa forma di coordinamento volontaria proprio per l’esigenza di una maggiore sicurezza residenziale e il desiderio di una rete di informazione tra quartieri e forze dell’ordine. –
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