Il Tirreno

monteverdi 

Lavori per errore sull’antico ponte del fiume Sterza

Giorgio Piglia
Lavori per errore sull’antico ponte del fiume Sterza

L’intervento effettuato dalla Provincia che in verità doveva intervenire altrove  Giannoni protesta, il cemento sarà tolto dalle spallette 

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MONTEVERDI. Lungo la provinciale 18 che da Canneto scende verso Casino di Terra, alla fine di un percorso tutto curve, c’è un vecchio ponte sul fiume Sterza, che nella sua vecchiaia non avrebbe mai pensato di essere scambiato per un altro...

Molto stretto che due auto incrociano al centimetro, mentre i parapetti in cotto, pur rovinati dal tempo, testimoniano di un lavoro fatto bene, con manualità di artigiano.

È un ponte storico, risparmiato dai tedeschi in ritirata nel 1944, mentre i manufatti della ferrovia mineraria di Monterufoli vennero buttati giù a colpi di esplosivo.

E nonostante l’età, svolge ancor oggi il suo indispensabile servizio. Ebbene, mani “ignoranti” anche se sicuramente in buona fede, non preoccupate del valore storico del ponte, hanno pensato di ripararne qualche visibile acciacco spalmandoci qua e là del calcestruzzo.

Segnalazioni e proteste sono arrivate in men che non si dica al telefono del sindaco Giannoni, un testimone avrebbe addirittura riferito che i lavori sono stati fatti anche male, frettolosamente, senza ripulire in profondità le parti murate. «Incredibile ma vero – è stato il primo commento del primo cittadino di Monteverdi – questo intervento è stato eseguito senza nessun controllo della soprintendenza. Dov’erano i responsabili? Se devi aprire una finestra o cambiare gli infissi ci vogliono permessi e autorizzazioni, per questo scempio invece…».

Il sindaco non si è fermato al mugugno, ha chiamato al telefono il responsabile dei lavori della Provincia di Pisa, competente sulla Sp18, ed ha chiesto spiegazioni.

Subito accontentato. Con una risposta che ha del comico: «Abbiamo sbagliato ponte». Poi meglio precisata con un difetto di comunicazione tra l’ufficio provinciale e l’impresa incaricata dell’intervento. E con la promessa di togliere il calcestruzzo dai parapetti in cotto e di provvedere ad un restauro rispettoso del valore storico del manufatto. Prima lo si fa meglio è. —

Giorgio Piglia



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