Italia
Medico del 118 denuncia il governatore della Misericordia
Lite davanti all’associazione: il capo non voleva che il dottore sedesse accanto all’autista dell’ambulanza
SAN VINCENZO. Interruzione di servizio pubblico o di pubblica utilità. È il reato che per il medico del 118 Giovanni Belcari avrebbe commesso il governatore della Misericordia di San Vincenzo Emanuele Giovani nella tarda mattina del 2 dicembre, reo a suo dire di aver impedito all’ambulanza dell’associazione su cui prestava servizio come medico del 118 di partire nei tempi dovuti. Il tutto è nero su bianco nella querela firmata da Belcari e raccolta dai carabinieri. Tra le conseguenze dalla centrale del 118 viene deciso per la giornata di proseguire il servizio trasferendo lo stand-by del medico dalla Misericordia alla Croce rossa di San Vincenzo.
Riavvolgiamo il nastro. Codice rosso. Così viene classificato il paziente dalla sala operativa di Livorno. Sono le 10,40 quando scatta l’emergenza. Il medico sale sul mezzo, a fianco dell’autista. Il tempo che arrivino i due soccorritori e via, in direzione Donoratico. Invece, il mezzo resta in strada. A fermarlo è il governatore dell’associazione che si para davanti contestando al medico di sedere a fianco dell’autista. Deve andare dietro, altrimenti non li lascerà partire. Quanto tempo trascorra non è dato sapere. Alcuni minuti, per Belcari. Appena 35 secondi per Giovani. Il medico è in contatto con la centrale operativa del 118. Decide di scendere e spostarsi nel vano sanitario. L’ambulanza parte. Al rientro dal servizio in via San Francesco, dove ha sede la Confraternita, arriva una pattuglia della Polizia municipale inviata su richiesta dei Carabinieri, contattati da Belcari. Vengono identificati Giovani e l’autista.
Contattato da Il Tirreno il governatore conferma l’episodio, ma non rilascia dichiarazioni. Belcari, invece, qualcosa in più dice. «Sono dovuto ricorrere a un esposto denuncia. Un episodio inaudito. Mai in carriera mi era capitato e non conosco casi analoghi». A margine la situazione del paziente soccorso. Un anziano di Donoratico che è stato stabilizzato a casa e non è stato ritenuto necessario il ricovero in ospedale. Si è trattato di un’insufficienza respiratoria. —
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