La protesta
Rimateria, al Comitato non basta la sospensione della vendita ai privati
PIOMBINO
La presenza del Comitato salute pubblica dentro e fuori il Comune durante il consiglio comunale di giovedì scorso sui referendum per Rimateria «voleva evidenziare la contrarietà a quanto già sapevamo essere stato deciso. Le capziose motivazioni ripetute dall’amministrazione sono state confermate in tale sede a dimostrazione della pochezza delle loro ragioni».
Una presenza rumorosa ma sempre civile, quella degli oppositori al progetto di Rimateria, durante la sessione mattutina del consiglio, e poi diradatasi nel pomeriggio, fose per la delusione delle decisioni già prese al mattino.
Il Comitato salute pubblica in un post sul profilo dell’associazione, critica dunque «quella condotta da parte di un’amministrazione sempre più lontana dai cittadini e barricata dietro ottuse interpretazioni dei quesiti referendari, legate solo al goffo tentativo di nascondere la loro incapacità nella gestione del bene pubblico».
Per il Comitato – che sta organizzando un ricorso sulla bocciatura dei quesitit referendari – «i motivi addotti per rifiutare i referendum sono inaccettabili e le contorsioni a cui sono stati costretti per giustificare quei rifiuti, sono la chiara manifestazione della loro difficoltà a negare quello che è stato richiesto con migliaia di firme».
Inoltre «la mozione presentata dalle minoranze riguardante la sospensiva sulla vendita ai privati e poi approvata in consiglio comunale non ci basta per placare gli animi. Il nostro pensiero è che questa mozione approvata altro non sia che fumo negli occhi. Il rinvio alla vendita ai privati, a nostro avviso, è legato semplicemente alla mancanza della polizza fidejussoria necessaria per poter ottenere le autorizzazioni».
La conclusione del Comitato è quindi che «è tutto uno squallido teatrino a danno degli interessi della collettività e della salute pubblica che dovrebbe essere tutelata in prima persona dal “primo cittadino”, come prevede la normativa nazionale, a partire dal testo unico degli enti locali 267/2000 e garantita anche dalla Costituzione».
Il Comitato conferma infine che «continuerà la sua lotta in difesa della salute dei cittadini e dell’ambiente con rinnovata volontà e con maggiore decisione, fino al raggiungimento di quanto a questa cittadinanza spetta di diritto». —
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