Il Tirreno

Nuovo Pignone e Pim firmano Nuove scadenze per i loro impegni

Cristiano Lozito PIOMBINO.

Sottoscritto il protocollo d’intesa voluto dalla Regione Neri: possiamo partire a gennaio con 100-200 posti di lavoro

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Rompere l’immobilismo sul porto, dove a fronte di 300 milioni di investimenti della Regione tardano ancora a realizzarsi impegni che dovevano creare posti di lavoro e sostenere quel progetto complessivo di reindustrializzazione della città, immaginato nel 2014 alla chiusura dell’altoforno. Un progetto poggiato su una siderurgia più “leggera” anche dal punto di vista ambientale, e sulla forza di un porto dalle grandi potenzialità.

Questo era l’impegno che mesi fa si era preso il presidente Enrico Rossi, in accordo col consigliere regionale Gianni Anselmi e col sindaco Massimo Giuliani. Ieri dunque Rossi è riuscito a radunare in sala consiliare gli attori più importanti di questa prima fase del rilancio del porto, e cioè Nuovo Pignone e Piombino industrie marittime, chiamati a firmare un protocollo d’intesa che pone impegni precisi alle parti e in particolare alle due aziende, fissando un tempo massimo per dar corpo ai loro progetti, sette mesi per Nuova Pignone e due mesi per Pim. Di fatto anche un messaggio, e cioè che il tempo sta scadendo e che la Regione non lascerebbe vuote quelle banchine se gli impegni venissero disattesi. «Anche perché – ha sostenuto Rossi – le richieste di insediamento non mancano. Stiamo costruendo le condizioni per rilanciare Piombino come luogo importante per l’occupazione e lo sviluppo della Toscana – ha proseguito Rossi – Rispetto al vuoto industriale che si era prodotto, certo la svolta non si fa in un giorno. Gli accordi che firmiamo oggi hanno questa finalità: rilanciare il porto, attrarre investimenti, creare nuove opportunità per alcune centinaia di posti di lavoro».

L’accordo con Nuovo Pignone serve a creare le condizioni per realizzare un cantiere destinato all’assemblaggio e al collaudo dei grandi moduli industriali per la compressione del gas o la produzione di energia elettrica da parte di Nuovo Pignone. Quello con Pim a mettere in atto le azioni necessarie per realizzare un centro per la realizzazione di grandi imbarcazioni e per la demolizione di navi. «Questi accordi – ha spiegato Rossi – stabiliscono che in tempi prestabiliti l’interesse manifestato diventi operativo. Piombino ha bisogno di certezze per ripartire».

«Bhge Nuovo Pignone, attraverso la firma di questo Protocollo, conferma il suo interesse per l’insediamento a Piombino – ha detto il presidente di Nuovo Pignone, Michele Stangarone – in un’area di circa 200mila metri quadrati che sarà in supporto a quella esistente ad Avenza. Il protocollo – ha aggiunto – nasce con la finalità di garantire le condizioni necessarie per l’insediamento industriale, con tempi e ruoli certi, e un elevato grado di coordinamento tra le parti, con cui continuiamo a lavorare a stretto contatto su tutti gli aspetti tecnici e operativi. Crediamo molto nella collaborazione tra istituzioni e imprese per creare valore sul territorio».

Anche il presidente di Pim, Piero Neri, ha confermato la piena intenzione di dare concretezza all’interesse per l’insediamento nel porto: «Le opportunità per iniziare a produrre dal primo gennaio 2019 ci sono. Il nostro partner, San Giorgio del Porto, ha infatti acquisito tre importanti commesse, per due navi di lusso e un traghetto, e su questi contratti Pim potrà intervenire concretamente. I posti di lavoro posono essere subito tra 100 e 200 oltre all’indotto, aspettiamo l’Aia per iniziare a costruire i capannoni e avviare il lavoro vero e proprio entro sei mesi».

Rossi inoltre ha reso pubblica una lettera di Anas in cui si annuncia che il primo lotto della strada 398 vedrà nel corso del 2019 la progettazione esecutiva e che saranno poi affidati i lavori per 58 milioni. —

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