Gioco
Manca il numero legale, il consiglio salta Sfuma il voto delle variazioni di bilancio
Debacle della maggioranza Ferrari nel corso di una seduta segnata dalle polemiche e dall’uscita in blocco dell’opposizione
PORTOFERRAIO. Doveva essere il consiglio comunale del via libera alle variazioni di bilanio. Ma, in una manciata di minuti, si è trasformato in una corrida e in una debacle per la maggioranza Ferrari. Non solo non si sono votate le variazioni, il cui termine di legge è il 30 novembre, ma il consiglio stesso si è chiuso anzitempo tra le polemiche, dopo l’uscita compatta dall’aula dei consiglieri di minoranza che hanno fatto venire meno il numero legale della seduta. Le polemiche nei consigli comunali di Portoferraio non sono una novità. Ma quella di ieri è stata una seduta più grottesca del solito. Ed è partita subito nella maniera sbagliata. La convocazione era fissata per le 9, ma la seduta è iniziata con mezz’ora di ritardo per consentire l’arrivo della segretaria del Comune di Piombino che, vista l’assenza di tale figura professionale sull’isola, aveva il tempo contato, dovendo partecipare anche al consigli del Comune di Rio per le 11. Con il via all’assemblea i toni si sono immediatamente alzati, dopo che i consiglieri di minoranza hanno chiesto spiegazioni al presidente del consiglio Luciano Rossi, protestando per il mancato invio dei verbali delle conferenze dei capigruppo e per le modalità di convocazione della conferenza stessa. «Il presidente del consiglio – raccontano i consiglieri di minoranza del Pd in una nota – fin dagli inizi è apparso particolarmente teso e non ha perso occasione per rispondere, in maniera estremamente aggressiva. Pur consapevoli di non avere il numero legale, poiché assenti alcuni consiglieri, la maggioranza, invece di chiedere la collaborazione ai colleghi della minoranza, loro sì tutti presenti, hanno da subito creato un clima teso e apertamente polemico».
Pochi minuti, dunque, e l’assemblea già vacillava. Ma a far saltare il banco è stata la richiesta di cinque minuti di sospensione della seduta per 5 minuti formulata dalla minoranza, contro cui hanno votato il presidente del consiglio comunale Luciano Rossi e il sindaco Mario Ferrari. «Non era mai accaduto prima che un sindaco votasse contro una richiesta di sospensione temporanea dell’assemblea», commenta Alessia Del Torto di Cambiare in Comune. È a quel punto che i consiglieri di minoranza Cosetta Pellegrini, Antonella Giuzio, Alessandro Mazzei e Paolo Andreoli per il Pd, Alessia Del Torto (Cambiare in Comune), Riccardo Nurra e Luisa Brandi hanno lasciato l’aula. Il numero legale della seduta è venuto meno, il consiglio si è sciolto. Una disfatta per la maggioranza che scontava due assenze. «Considerato che non ci sarebbe stato alcuno spazio per una necessaria e approfondita discussione, il gruppo Pd, unitamente alle altre minoranze, ha deciso di abbandonare l’aula – spiegano dal Pd – Oggi abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che questa amministrazione non è assolutamente in grado di tutelare e gestire gli interessi della città».
La replica della maggioranza non si è fatta attendere. «Probabilmente il clima in aula non era il più adeguato – spiega il vicesindaco Adalberto Bertucci – ma la minoranza ha sbagliato a fare ostruzionismo e a far saltare volontariamente il consiglio comunale. In questo modo non abbiamo potuto votare le variazioni di bilancio e a pagare saranno i cittadini». Il sindaco è dello stesso avviso: «Ognuno è libero di prendere le proprie scelte e di assumersene le responsabilità di fronte ai cittadini». —
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