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la crisi nella maggioranza 

Giuliani al lavoro per la giunta Su Ferrini: «Rottura inattesa»

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Giuliani al lavoro per la giunta Su Ferrini: «Rottura inattesa»

Si discute del nuovo vicesindaco e dell’assessore alle Attività produttive E il dimissionario spiega: «Il Pd è voluto andare a testa bassa senza trattare»

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PIOMBINO. Ieri l’ufficio del sindaco è stato inaccessibile per tutta la mattinata, con Massimo Giuliani a colloquio con amici, colleghi di partito e assessori dopo le dimissioni del suo vice, Stefano Ferrini, l’uomo con cui molto aveva condiviso questi 4 anni difficilissimi. Ma è stata una mattinata utile anche per riordinare le idee e fare un piano di lavoro con i suoi più stretti collaboratori. Giuliani dovrà rapidamente nominare un vicesindaco e un assessore alle attività produttive, poi con la sua squadra programmerà gli ultimi sei mesi di attività prima delle amministrative.

Nel pomeriggio il sindaco ha partecipato alla firma dei protocolli d’intesa con Nuovo Pignone e Pim (di cui parliamo nella pagina precedente), poi ha rilasciato un breve commento brevemente sulle dimissioni di Ferrini. «Sinceramente non credevo – ha detto Giuliani – che si potesse rompere un’alleanza costruita su scelte difficili, ma sempre condivise, anche per la visibilità e la fiducia che ho dato Ferrini. Pensavo avesse capito che a volte in politica occorre fare scelte in quel dato momento impopolari. Comunque – prosegue – confido che sulle scelte su cui abbiamo lavorato insieme, Spirito Libero abbia un comportamento conseguente». Per il resto Giuliani vuole fare «un plauso al gruppo del Pd, che si è comportato benissimo in un consiglio comunale non facile. Un gruppo molto compatto così come la giunta».

Stefano Ferrini il giorno dopo le dimissioni spiega la decisione, sua e di Spirito Libero, «come dovuta per il messaggio grave mandato dal Pd alla città. E cioè che nonostante il segnale arrivato dai cortei, dalle tremila firme, alla fine chi comanda fa sempre come gli pare. Secondo noi il “referendum condizionato” era una buona mediazione, c’era il tempo per verificare l’impegno a non prendere rifiuti da fuori ed eventualmente per andare a una consultazione popolare se quell’impegno fosse stato disatteso».

«Bastava fare un accordo con Aferpi per due anni – prosegue – e l’obiettivo “no rifiuti da fuori” sarebbe stato facilmente raggiunto. Invece il Pd è voluto andare a testa bassa, dimostrando di aver perso il rapporto con la città. Poi è chiaro che ci sono altri episodi che ci hanno fatto maturare la decisione, ad esempio i quattro anni che sono stati necessari per un piano della mobilità che non vedremo realizzato, o i 2 milioni recuperati dalla transazione con Enel, rimasti fermi perché ci siamo opposti a spenderli per l’efficientamento energetico come voleva qualcuno, con tante cose da fare in città». Ferrini però ci tiene a esprimere «grande stima per Massimo Giuliani, persona per bene e gran lavoratore, un uomo che si è speso tantissimo per la città. Sono sempre stato leale con lui ma voglio ringraziarlo per la fiducia che mi ha dimostrato nel nostro percorso comune». —

cloz



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