Gioco
«Grave errore politico del Pd» Geri: no alle prese in giro
La lista civica difende la sua proposta di referendum condizionato: «Così invece viene respinto il bisogno dei cittadini di partecipare alle decisioni»
PIOMBINO. «È stato un grave errore politico non aver consentito lo svolgimento del referendum sul progetto presentato da Rimateria e una pagina nera nella storia di Piombino». Così Spirito Libero giudica l’atteggiamento degli ormai ex alleati del Pd. Non è stato il vicesindaco Stefano Ferrini a comunicare le sue dimissioni all’aula, ma la sua lista civica con una nota diffusa in contemporanea con la ripresa pomeridiana del consiglio a cui Ferrini non ha partecipato.
Per Spirito Libero «di fronte a un quadro generale che sta mutando, con un interesse reale di Aferpi all’utilizzo della discarica sia per conferirvi a breve le risulte delle dismissioni e delle operazioni di messa in sicurezza con la rimozione dei loro cumuli, sia nel futuro con le scorie della lavorazione per la produzione dell’acciaio, era necessario da un lato lavorare per raggiungere con Aferpi un accordo, e dall’altro non respingere il bisogno di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale».
Il “referendum condizionato”, cioè legato all’eventuale mancato rispetto di un impegno chiesto al cda di Rimateria ad usare solo rifiuti speciali provenienti dalla Val di Cornia, formula decisamente originale, è stato bocciato dagli alleati, rendendo inutili altri tentativi di mediazione delle ultime ore.
«Avevamo chiesto a Spirito Libero – ha detto in aula Bruna Geri – di assumerci insieme una responsabilità. Spostare di mesi un referendum, secondo noi sarebbe stata una presa in giro dei cittadini».
Nessun altro commento ufficiale, anche se sia dal Pd che dalle opposizioni filtra la convinzione che da tempo la lista civica meditasse un distacco per smarcarsi in vista di possibili nuove alleanze alle prossime elezioni.
Invece Spirito Libero sostiene che «sarebbe bastato far discutere il nostro ordine del giorno prima della delibera di presa d’atto della decisione della commissione tecnica per far aprire un dibattito e non dopo, quando ormai il Consiglio si era espresso, per provare a tentare una mediazione. Purtroppo sia le minoranze compatte che il Pd ce lo hanno impedito costringendoci a discutere dell’OdG delle minoranza, avendo probabilmente paura di una posizione scomoda come la nostra che rompeva i loro schemi. A questo punto siamo stati costretti a votare comunque per il referendum».
Delle conseguenze politiche, prosegue la nota di SL, «ce ne facciamo carico. Usciamo da questa alleanza, il nostro vicesindaco si è dimesso e siamo pronti a svolgere ugualmente il nostro ruolo di forza che è nata per “far fare”, cioè creare occasioni di sviluppo della nostra città. Ringraziamo il sindaco per la fiducia che ci ha accordato in questi quattro anni, ma questa scelta scellerata di volersi scontrare a tutti i costi con una parte della città non possiamo condividerla». —
cloz
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