Il Tirreno

la discarica  

Rimateria, referendum all’esame del consiglio e il Pd in extremis fa nuove proposte

Cristiano Lozito
Rimateria, referendum all’esame del consiglio e il Pd in extremis fa nuove proposte

I democratici: stop ai rifiuti da fuori e azionariato diffuso Ma il Comitato vuole la consultazione popolare

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Oggi in consiglio comunale torna la questione dei referendum sulla discarica di rifiuti speciali a Ischia di Crociano: il Comitato salute pubblica ha annunciato un’iniziativa di protesta davanti al municipio dove è stato chiesto di piazzare degli altoparlanti per seguire il dibattito, considerando la scarsa capienza della sala consiliare e il no alla proposta di riunirsi al Metropolitan.

Il consiglio comunale, dopo la bocciatura dei due quesiti referendari da parte di una commissione tecnica (uno sull’ampliamento della discarica, l’altro sulla cessione ai privati di una seconda tranche del 30% di quote), può ribaltare questa decisione con il voto dei due terzi dei consiglieri.

L’appuntamento è stato anticipato da due casi che, se possibile, hanno accresciuto il tono delle polemiche: sabato il blocco della fidejussione di Rimateria stipulata con la Finworld (decisione del Consiglio di Stato che ha ritenuto la società «inidonea a operare») grazie a un prestito del Comune da 350mila euro, poi lunedì un misterioso principio d’incendio in un magazzino a Ischia. Sulla fidejussione va registrata la presa di posizione del sindaco Massimo Giuliani, secondo cui «il comportamento tenuto dall’ente per la definizione delle partite economiche necessarie ad assicurare il mantenimento dell’autorizzazione Aia dell’impianto di Ischia di Crociano, non presenta nessuna criticità né tantomeno motivi di illegittimità».

Le novità arrivano dal Pd che, secondo fonti interne al partito, dopo aver incontrato alcuni esponenti del Comitato salute pubblica, ha prodotto un documento che oggi sarà portato in Consiglio. Dopo mesi in cui i democratici hanno incassato quasi inerti accuse di ogni genere, di fatto demandando a Rimateria il compito di rappresentare le ragioni del progetto di Ischia di Crociano, il Pd in extremis fa dunque un tentativo di riavvicinarsi ai cittadini che si sono riconosciuti nel Comitato.

Oggi quindi è attesa una proposta del partito di maggioranza, probabilmente contenuta in un ordine del giorno, in cui verrà rabadito il no al referendum per le ragioni tecniche illustrate dalla commissione, dando però mandato all’assemblea dei soci Asiu – quindi ai sindaci – di procedere a una revisione del piano industriale di Rimateria, che preveda il “no” a rifiuti provenienti da fuori (proposta rafforzata dalle ultime pubbliche dichiarazioni di Aferpi), la verifica sulla possibilità di rivedere la cessione del secondo 30% ai privati, prevedendo comunque un controllo pubblico con una sorta di azionariato diffuso sullo stile di Peccioli, un tavolo partecipativo, l’incentivazione a nuove centraline di rilevamento degli inquinanti.

Una marcia indietro del Pd fatta di molte proposte (con l’incertezza di come le valuterà l’alleato, Spirito Libero, favorevole al referendum) segnate però non solo dall’evidente ritardo ma soprattutto dal no alla consultazione popolare, ciò che più di tutto hanno mostrato di volere il Comitato e le opposizioni. Così alla vigilia il Comitato fa «appello alla coscienza di tutti i consiglieri affinché col loro libero voto il consiglio comunale indica i due referendum consultivi». Per il Comitato dunque «i politici che ci governano dietro frasi con cui rivendicano la loro responsabilità, nascondono l’arroganza di un potere che non vuole confrontarsi con chi al governo della città li ha messi. Tutta la vicenda Asiu-Rimateria e la scelta di non fare il referendum dimostrano la loro incapacità di governo non solo di un’azienda ma di un intero territorio. Piombino vive una profonda crisi. Possiamo uscirne solo se – è la conclusione – puntiamo alla diversificazione e non alla nuova monocultura dei rifiuti». —



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