Il Tirreno

la città in sofferenza 

In 600 a settimana alla mensa e la beneficenza va in crisi

Cecilia Cecchi
In 600 a settimana alla mensa e la beneficenza va in crisi

Continuano a crescere le richieste d’aiuto alla San Vincenzo De Paoli ma anche l’ultima raccolta alimentare chiude con quasi mille chili in meno

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Mamme piantate in asso da partner con piccoletti a carico. Tanti da troppo tempo senza lavoro, tagliati fuori con le ditte d’appalto delle fabbriche. Ora primi dipendenti acciaierie che, dopo anni di ammortizzatori, hanno esaurito le piccole scorte economiche. Molti anziani con pensioni al minimo. A rispondere alle richieste d’aiuto la San Vincenzo De Paoli; tradotto in numeri vuol dire «circa 6mila 200 pacchi alimentari all’anno – dice Enrico Eleuteri presidente del consiglio centrale interprovinciale Livorno e Grosseto – per 170 famiglie e 600 persone alla mensa dei poveri ogni settimana, dunque 15mila pasti all’anno compreso l’asporto, per la cena e qualcosa per la domenica. Italiani per il 40%, 5 % dalla Comunità europea e un 55% di extracomunitari in prevalenza dal Marocco».

Declinazioni di un territorio in sofferenza come rivelato pure dall’ultima raccolta alimentare, lo scorso weekend, che a differenza del resto d’Italia con un più 1,8% nonostante tutto, qui ha segnato quasi mille chili in meno rispetto al 2017. «Nove per cento in meno di alimenti – conferma Eleuteri – e il nostro 20% in più di persone assistite, tutte residenti in Val di Cornia. Chi si rivolge a noi – sottolinea – deve presentare Isee, stato di famiglia, documenti attestanti l’invalidità e molto altro. Esistono regole precise secondo il Banco alimentare italiano e per il Programma europeo di aiuto alimentare ai bisognosi (Pead)».

«Contiamo sul prossimo appuntamento il 2 dicembre – ricorda Eleuteri – per la giornata del volontariato, noi saremo in piazza Verdi. Tra tanti oggetti, disponibili dietro offerta, il libro delle ricette della San Vincenzo, che ci è stato regalato da Arcelor Mittal. Il Lions club Piombino ci ha donato la nuova tettoia a protezione del centro distribuzione in via Landi. Qui, a volte, organizziamo cene con alimenti donati da aziende e commercianti per raccogliere fondi. Il 15 dicembre ci sarà il pranzo di Natale con i nostri assistiti, invitate le istituzioni civili e religiose e, domenica 16 (alle 11, 15), nella chiesa di San Bernardino la messa di ringraziamento di fine anno».

«Stiamo lavorando – aggiunge – per lo spostamento proprio a San Bernardino della mensa da via Landi, sede storica per circa 30 anni, dove resterà la distribuzione degli alimenti. Abbiamo fatto richiesta al Comune di locali più idonei di quelli sotto la chiesa dei Diaccioni per la distribuzione del vestiario: attendiamo ancora una risposta...».

Sul fronte alimentare si riesce a mantenere equilibrio tra richieste e offerta grazie ai prodotti in scadenza dai supermercati ogni giorno e alle raccolte straordinarie (medie Guardi in primavera, due delle sezioni soci Unicoop a maggio e a ottobre).

Forte difficoltà per la parte economico-gestionale. «Da pagare acqua, luce, gas – conferma Eleuteri –, due dipendenti part time, assicurazioni e altro dei tre mezzi, senza sconti, come un’azienda che produce reddito...».

Contributi nettamente inferiori alle spese, dunque un bilancio in passivo, anche quest’anno, di circa 25mila euro «a cui facciamo fronte – assicura Eleuteri – intaccando risorse destinate al miglioramento delle stabile di via Landi e delle attività. Impegnati a fare il possibile – conclude – sperando che la situazione economica così grave non ci costringa a ridurre o eliminare servizi ai più indigenti del territorio nei prossimi due anni». –



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