Il Tirreno

dopo il crollo di un albero 

Via alla messa in sicurezza dello stadio Da domani taglio e sfoltimento dei pini

Alessandro De Gregorio

Corsa contro il tempo per farcela entro sabato, quando giocheranno i ragazzi. Capuano: «Intervento da 8-9mila euro»

3 MINUTI DI LETTURA







Un pino verrà tagliato alla base, uno sarà dimezzato, gli altri verranno sfoltiti. Domattina le ditte incaricate dal Comune, la Green Service e la Benassi Snc, entreranno in azione al Magona in modo da riuscire a mettere in sicurezza lo stadio e a riaprirlo completamente entro sabato, quando giocheranno le giovanili (la prima squadra sarà impegnata in trasferta). Al momento infatti l’ingresso dal parcheggio di via Salgari resta chiuso. Per entrare e uscire dal Magona si usa quello principale da viale Regina Margherita.

Partita dunque la corsa contro il tempo dopo l’allarme rosso scattato all’alba di lunedì, quando il crollo di un grosso pino in gradinata ha dimostrato che di tempo da perdere non ce n’era più. Per il barrino invece nulla da fare: è distrutto. I volontari del comitato #stadioxtutti lo avevano recuperato e restaurato, era pronta anche l’insegna ma l’inaugurazione non ci sarà più. Verrà ricostruito probabilmente lì, ma in un secondo momento. Ora c’è da pensare all’emergenza, alla sicurezza di uno stadio frequentato soprattutto da centinaia di ragazzini. Uno stadio dove i pini non mancano: in caso di nuovo crollo sarebbe un vero disastro.

Ieri gli incaricati del Comune hanno eseguito l’ultimo sopralluogo insieme all’assessore Claudio Capuano. Domattina torneranno con le piattaforme, le gru, le ruspe e le seghe elettriche. Il grosso pino crollato in gradinata verrà fatto a pezzi. Verrà riparata anche la rete di recinzione del campo (a gennaio è prevista la sostituzione di tutta la recinzione del campo). L’altro pino lì accanto, quello di fronte alla torre dei riflettori, ha un ramo che sporge pericolosamente: verrà tagliato di netto.

Nella zona relax poi ci sono altri pini da sistemare. Uno, sul retro del capannone usato per le cene e le riunioni, davanti allo spogliatoio ausiliario dei ragazzi, è praticamente piegato sul tetto. Quel pino verrà tagliato alla base. Per gli altri si provvederà allo sfoltimento, “schiarimento” in senso tecnico. Si tratta di piante che hanno ottanta-novanta anni, con radici piccole e chiome enormi. Quelle chiome in caso di vento fanno da vela; in caso di piogge, cariche di aghi come sono, trattengono l’acqua e si appesantiscono. Poi ci sarebbero i pini alle spalle della curva Tolla, attualmente ancora inagibile.

«I pini sono bellissimi e Piombino ne è piena, ma sono piante problematiche che dopo un certo numero di anni ti presentano il conto – diceva Capuano – Proprio oggi (ieri, ndr), sulla strada che conduce a Baratti, ne abbiamo fatto tagliare uno che rischiava di crollare. Li monitoriamo continuamente, pensate alle scuole. Qui si doveva intervenire prima, ma pazienza. Inutile ora fare polemica». Il riferimento è alla perdita di tempo che c’è stata per capire chi e come dovesse intervenire al Magona, tra il Comune proprietario e l’Atletico Piombino gestore. L’intervento di questi giorni verrà finanziato dal Comune, per una spesa stimata intorno agli otto-novemila euro. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa