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Gli Albergatori ai sindaci «Adesso stop alle liti, serve un’isola coesa»
PORTOFERRAIO. Serve un’Elba unita e organizzata per risollevare i risultati piuttosto deludenti della stagione turistica 2018. Questo è l’appello che arriva con forza e non senza preoccupazione dall’a...
PORTOFERRAIO. Serve un’Elba unita e organizzata per risollevare i risultati piuttosto deludenti della stagione turistica 2018. Questo è l’appello che arriva con forza e non senza preoccupazione dall’associazione Albergatori Isola d’Elba, in seguito allo strappo all’interno della Gat. Il no deciso di Corsini e quello un po’ meno intransigente di Ferrari hanno messo sottosopra la consulta dei sindaci e ora il rischio è che se non si placheranno gli animi ad essere in pericolo sarà la promozione di una stagione 2019 sulla quale aleggiano già diverse incertezze.
«Il 2018 ha portato a una recessione del 2% e considerando la situazione dei mercati italiani e quelli europei, anche per la prossima estate le previsioni non sono buone – spiega il presidente degli Albergatori Massimo De Ferrari – e in questa situazione una promozione turistica efficace e soprattutto unitaria è fondamentale».
Inaccettabili dunque le polemiche e le divisioni che sono nate in questi giorni. Da parte sua, il presidente De Ferrari propone di riequilibrare la tassa di sbarco trovando una soluzione che risponda alle esigenze dei singoli comuni, ma unica e condivisa da tutti. Intanto, sul ritorno dell’ipotesi di un’imposta di soggiorno l’associazione è irremovibile: «Non è pensabile. Ciò, oltre ad una netta diminuzione degli incassi, visto che a pagare sarebbero solo le aziende organizzate, comporterebbe un enorme aumento dei prezzi, andando piuttosto a favorire il sommerso».
In questo panorama, a preoccupare il presidente è la sorte non solo della promozione turistica, ma anche di tutte quelle azioni strutturali previste, a cui è destinata la tassa di sbarco. Aeroporto al primo posto. Da qui, l’esortazione rivolta ai sindaci. «Ora più che mai serve unità. Non c’è spazio per litigi e incomprensioni – dice De Ferrari – Sette azioni separate sarebbero deleterie. Perciò è indispensabile che si trovi al più presto un’intesa sulla questione e che i proventi siano utilizzati con ponderazione per realizzare opere comprensoriali che promuovano e rilancino l’isola». —
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