Sicurezza
Barbetti non cede: «Pronto a fermare la riscossione del contributo»
Il sindaco intende forzare la mano sull’aumento della tassa nonostante il no di Corsini: ecco gli scenari che si aprono
PORTOFERRAIO. «La prima cosa che farò è scrivere ai responsabili finanziari di tutti i Comuni dell’isola per dirgli di non iscrivere nei bilanci di previsione la quota del contributo di sbarco. La riscossione, a questo punto, non è certa».
Il rumore della riunione della Gat, terminata con una spaccatura tra i sindaci, è più lontano. Ma neanche a bocce ferme il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti intende cedere sulla questione dell’aumento del contributo di sbarco da 3,50 a 5 euro in alta stagione, stoppato dai colleghi di Rio Marco Corsini e di Portoferraio Mario Ferrari. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su quali sono, dopo la rottura all’interno della consulta dei sindaci, gli scenari possibili.
1. Vince la linea Barbetti
«Il secondo passo che intendo compiere è portare l’aumento a 5 euro in consiglio comunale e dare 15-20 giorni di tempo agli altri Comuni per approvare le delibere». Barbetti, come aveva già fatto capire durante la riunione, intende forzare la mano per aumentare il “gruzzolo” a disposizione della Gat per la promozione turistica da 1 a 1,5 milioni di euro. «Non sono disposto a guidare un ente che non ha le risorse adeguate – ha ribadito – senza aumento me ne vado». Per averla vinta, però, occorre che tutti i consigli comunali approvino l’aumento. Ipotesi che, al momento, pare complicata, vista la posizione di Portoferraio e soprattutto di Rio. Il sindaco Corsini si è dichiarato contrario «dopo aver sondato – ha detto – sia la maggioranza sia la minoranza consiliare».
2. Stallo e niente riscossione
E se Rio e Portoferraio dovessero votare no in consiglio comunale? Secondo Barbetti il passaggio a due regimi tariffari diversi imporrebbe lo stop immediato alla riscossione del contributo di sbarco. «È già accaduto nel 2016, in caso di tariffe diverse scriverei alle compagnie per sospendere la riscossione». Insomma, il meccanismo del contributo di sbarco si incepperebbe e né i Comuni né la Gat potrebbero incassare il gettito.
In realtà questa tesi viene contestata da Portoferraio e da Rio. Il sindaco Corsini, nel corso della riunione, oltre a ridimensionare la consulta dei sindaci a mero organo di indirizzo politico («Sono i consigli comunali a prendere le decisioni»), ha spiegato che in caso di mancato passaggio unanime a 5 euro «i Comuni possono continuare a riscuotere 3,50, come accaduto fino ad oggi».
3. Tutto come prima
Se Corsini ha ragione o nel caso in cui Barbetti e gli altri Comuni desistessero dall’idea di aumentare il contributo di sbarco tutto resterebbe come adesso. Una strada meno traumatica e forse più probabile. Fino al 20 maggio il contributo resterebbe a quota 1,50 euro, quindi a 3,50 euro dal 20 maggio al 20 settembre. La Gat resterebbe al proprio posto (anche se i sindaci dovrebbero trovare un accordo per approvare la nuova convenzione scaduta) e le nuove strategie sarebbero rimandate di alcuni mesi, quando saranno eletti i nuovi sindaci di Portoferraio, Capoliveri e Marciana. In pratica vincerebbe la linea Corsini.
4. Salta il banco
È l’ipotesi più temuta dagli operatori turistici, preoccupati per questa partita a scacchi congelata. Il no all’aumento del contributo di sbarco, come evocato da Barbetti, manderebbe a gambe all’aria la Gat e il meccanismo del contributo di sbarco. In questo caso l’ipotesi, fatta intendere da alcuni degli amministratori nel corso della riunione, è il passaggio all’imposta di soggiorno, scenario odiato dagli imprenditori elbani. —
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