Il dolore
Non c’è pace per il Magona Crolla un pino in gradinata Stadio a rischio chiusura
L’albero ha distrutto un locale che era stato restaurato dai volontari del comitato Chiesta dall’assessore Capuano una relazione urgente sulle altre piante
Non c’è pace per il Magona. È come se una maledizione si fosse abbattuta su un impianto così prezioso, amato ma anche così fragile.
Neanche il tempo di godersi la vittoria del derby e le emozioni dopo l’inaugurazione del sottopassaggio (restaurato dal Comune e dal comitato #stadioxtutti), che è già emergenza. La pioggia caduta nella notte ha dato il colpo di grazia a uno dei pini che costellano l’impianto sportivo, uno dei due imponenti alberi che da anni presidiavano l’ingresso della gradinata regalando ombra d’estate e riparo dalla pioggia d’inverno. Quello più grande ha ceduto. Le radici non sono più riuscite a sostenere il peso della chioma, gigantesca e bellissima ma che da troppo tempo attendeva una sfoltita.
E così il pino è crollato a terra, sfondando la rete di recinzione del campo, piegando la balaustra della gradinata e distruggendo il manufatto che stava per essere inaugurato dal comitato come secondo bar di servizio dello stadio. Per capire con quale forza, con che peso sia venuto giù, basta osservare uno dei rami del pino: è penetrato per quasi un metro tra due gradoni.
Vengono i brividi a pensare che poche ore prima là sotto c’era tanta gente, andata a vedere la partita Piombino-Cecina. Sarebbe stata una tragedia se fosse avvenuto domenica pomeriggio. Per fortuna il pino è caduto nella notte o alle prime ore dell’alba e nessuno si è fatto male. È l’unica consolazione.
Ma gli altri? L’assessore Claudio Capuano ieri mattina ha inviato allo stadio due tecnici per un primo sopralluogo, chiedendo una relazione urgente sullo stato delle altre piante. Un paio di queste dovrebbero essere abbattute: il secondo pino lato gradinata e uno di quelli dalla parte opposta, nella zona relax di fronte al bar principale. Anche quello è gigantesco e, se dovesse cedere, distruggerebbe tutto là sotto a cominciare dal capannone usato come refettorio e luogo di riunioni. Ci sarebbero anche i pini alle spalle della curva Tolla, che ancora attende di ottenere l’agibilità. Ma ora l’urgenza è all’ingresso dello stadio e in gradinata. Tra l’altro il pino è caduto di traverso e impedisce completamente l’accesso del pubblico. Inoltre c’è da ripristinare la rete di recinzione del campo.
E bisogna correre. Sabato si giocano le partite delle giovanili e domenica 9 dicembre la prima squadra ospita la Cuoiopelli. Ma prima ancora ci sono gli allenamenti dei ragazzi, c’è da capire se e come mettere in sicurezza tutta la zona prevenendo qualsiasi rischio.
Ieri per precauzione la società ha disposto la chiusura delle entrate da via Regina Margherita e dal parcheggio di via Salgari. Non è ancora una chiusura ufficiale, ma potrebbe diventarlo. Lo stadio rischia proprio questo. «Faremo il possibile per scongiurare una cosa del genere – dice Capuano – speriamo che si possa intervenire con il taglio di altre due piante e la rimozione di quella caduta. Se così fosse, entro sabato ce la faremmo».
Ora dunque è il momento di agire per risolvere il problema. Poi, in un secondo momento, si dovrà capire di chi sia la responsabilità. Non è il primo pino che cade, purtroppo. Nella stessa giornata di ieri ne è crollato un altro in un giardino di via Dalmazia, ricordiamo poi quello caduto a settembre al Rivellino e quelli venuti giù in precedenza a Baratti. Per non parlare dei pini spazzati via dalla recente mareggiata in Costa est. Ma che ne potesse cadere qualcuno anche al Magona lo si era detto. Da tempo. Quegli alberi avevano bisogno di un alleggerimento, una sfoltita. E per altri si era già chiesto il taglio. Da mesi, da quando il comitato dei volontari era comparso sulla scena.
Se ne era parlato con il sindaco Massimo Giuliani, con il presidente dell’Atletico Massimiliano Spagnesi e con lo stesso Capuano. «Diciamo che al gestore spetta la manutenzione ordinaria dell’impianto - spiega Capuano - e al Comune, in quanto proprietario, quella straordinaria. La potatura rientra nella manutenzione ordinaria. Noi peraltro non abbiamo i mezzi adatti per quei pini così alti e avremmo dovuto indire una gara. Facemmo anche una stima, sui 6-7mila euro. Chiedemmo al gestore di provvedervi come anticipo e di rimettere le spese a fine anno, a consuntivo. Ma poi non se ne fece nulla».
E il primo pino è caduto. —
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