La protesta
Il barrino era pronto per una nuova inaugurazione
I PROGETTIIl barrino era quasi pronto. A maggio, quando scese in campo il comitato #stadioxtutti, quel manufatto era in stato di semiabbandono, usato solo come ricovero degli attrezzi. Fu “adottato”...
I PROGETTI
Il barrino era quasi pronto. A maggio, quando scese in campo il comitato #stadioxtutti, quel manufatto era in stato di semiabbandono, usato solo come ricovero degli attrezzi. Fu “adottato” dal comitato come tanti altri angoli del Magona. Nelle intenzioni, doveva diventare un punto vendita, un secondo bar dopo quello principale. Perché era vicino alla gradinata e avrebbe evitato soprattutto agli anziani, o a chi ha problemi di movimento, di dover fare tutto il giro del campo per prendere un caffè o una birra o un pacchetto di patatine. E poi sarebbe stato utile in prospettiva, con la separazione delle tifoserie. Dapprima fu ripulito, dentro e fuori. Poi cominciò il risanamento delle pareti, l’intonacatura, l’imbiancatura. Quindi fu la volta del pavimento, ripiastrellato. Furono sostituiti gli infissi. I volontari risanarono i pianali del bancone, li smaltarono di nero, recuperarono il lavandino e sistemarono la parte idraulica. In attesa dell’allaccio della corrente elettrica, quella capannuccia accanto alla gradinata fu riverniciata anche all’esterno con i colori sociali, il nero e l’azzurro. Gianna Manneschi, che aveva già regalato due pannelli per l’ingresso della sede e del sottopassaggio, ne fece realizzare un terzo, “Bar nerazzurro”. Quel pannello è ancora incellofanato.
Mancava dunque solo la corrente e anche l’allestimento, sul retro, di un angolo barbecue per preparare panini e salsicce durante le partite o i tornei. Panino e birra fra un tempo e l’altro. Era questo lo scopo.
Ma quei pini facevano un po’ preoccupare. Uno, il più piccolo, ostruiva (e ostruisce) anche i fari del vicino riflettore. L’altro invece, il più grande, era troppo a ridosso del tetto. Troppo a ridosso della gradinata. Era troppo. Bello ma troppo. Troppo grosso. Si sapeva che sarebbe caduto. Non si sapeva quando. Magari non ci si aspettava che crollasse poche ore dopo la grande festa, con il Piombino vincente nel derby e l’inaugurazione del sottopassaggio restaurato.
Ma «la vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani». Aveva ragione John Lennon. —
A.D.G.
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