Mario Capanna infiamma il Castello raccontando il ’68
L’ex leader del movimento e la rivoluzione culturale Organizzatori soddisfatti: «Storia e presente a confronto»
PIOMBINO. Pomeriggio di confronti e racconti al Castello di Piombino con il ciclo “Il fascino della memoria. Gli archivi tra realtà e immaginario”. L’appuntamento di ieri, organizzato, come sempre, dall’Archivio storico della città di Piombino in collaborazione con Fabio Canessa, con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana, ha previsto la partecipazione dello scrittore, politico ed attivista Mario Capanna. Un appuntamento sentito e partecipato dalla cittadinanza, come dimostrato dalla bella e gremita sala del Castello. Attraverso le testimonianze di Mario Capanna e gli interventi dei partecipanti si è respirato la ricercatezza di un format che ha davvero colto il modo di sottolineare l’importanza della memoria e della storia. Anche una delle principali promotrici della serie di incontri che è stata messa in piedi dallo scorso autunno, Monica Pierulivo dell’Archivio storico di Piombino, si è detta molto felice di come gli incontri siano stati seguiti e partecipati: «Sono soddisfatta anche per come il ciclo di incontri si sia trasformato nel corso di questo anno. Siamo partiti dal porci come sfida quella di mostrare ed utilizzare gli archivi storici per metterli a confronto con il presente e, grazie ai personaggi che ci hanno aiutato a raccontare tante storie e testimonianze, credo che in molti abbiano notare l’importanza di conservare, ricordare e condividere le memorie».
L’incontro di ieri con l’ex leader del ‘68 e autore di molti libri e saggi sull’argomento della rivoluzione culturale italiana, grazie all’abile gestione degli interventi dello stesso Capanna, della Pierulivo e di Fabio Canessa, è stata l’occasione di attraversare le storie e le memorie di periodi storici passati. Partendo dalla dedica, indirizzata proprio a Capanna e ai suoi scritti, contenuta nel nuovo cd di Roberto Vecchioni nella traccia “Formidabili quegli anni” - titolo che si rifà al libro del 1988 di Capanna - si è assistito al racconto di quello che è stato un lustro incredibile in termini di partecipazione e sentimento collettivo. Accorate anche le molte testimonianze dei piombinesi presenti in sala che hanno interrogato uno dei massimi conoscitori del ’68 italiano con spunti di riflessione e racconti molto sentiti anche da tutto il resto della sala. — D.P.
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