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In netto aumento i nuovi poveri «Ora serve l’aiuto di tutti»
Non solo extracomunitari, anche moltissimi elbani non ce la fanno più Sono 149 le persone che si rivolgono alla Caritas. L’appello di Stefania Di Chiara
In aumento i nuovi poveri che si rivolgono alla Caritas. Non sono più solo extracomunitari ma anche molti locali, che non ce la fanno ad arrivare a fine mese tra l’affitto, la spesa e le altre necessità della vita quotidiana, siano anziani soli che famiglie con figli a carico e lavoro precario.
I più di venti volontari della Caritas del Duomo di Portoferraio, negli ultimi mesi, hanno visto aumentare esponenzialmente il numero degli assistiti e faticano a esaudire le richieste di aiuto. Sono 149 le persone che vanno a fare la spesa all’emporio allestito nello stabile della Caritas in via Bini, dove si distribuiscono generi alimentari e vestiario. Da circa un anno la Caritas si è rinnovata e il direttivo che vede la presidenza di Stefania Di Chiara ha cercato di dare un nuovo slancio nella solidarietà che non si ferma ai generi materiali ma prevede un’assistenza completa per gli indigenti che si rivolgono all’associazione. «I nuovi poveri hanno bisogni diversi – spiega Di Chiara - e sarebbe necessario il contributo delle istituzioni e delle assistenti sociali per seguirli».
I progetti intanto ci sono. Nella palazzina di proprietà della diocesi, sistemata con alcuni interventi di manutenzione (ma ne sarebbero necessari di più incisivi) ci sono alcune stanze pronte a ospitare nella stagione più calda donne sole con bambini o in gravidanza che magari sono a Portoferraio per lavoro stagionale. Al piano terra poi c’è l’emporio della solidarietà ma purtroppo le risorse dei volontari non sono infinite. La scelta è stata quella di non distribuire un pacco viveri con prodotti già scelti ma di andare incontro alle esigenze delle famiglie che possono scegliere i prodotti di cui hanno bisogno, nel rispetto delle diverse culture e usanze.
«Quest’anno siamo stati aperti anche il mese di agosto – racconta Di Chiara – perché ci sono extracomunitari che durante il giorno mangiano alla mensa della parrocchia di San Giuseppe e poi vengono da noi a procurarsi qualcosa da mangiare per la la sera». Per lo più scatolette, come tonno e fagioli che si possono mangiare senza dover cucinare visto che dormono in alloggi di fortuna.
E poi ci sono le persone a cui viene portata la spesa a casa perché sono sole, e che sono accompagnate per sottoposi a visite mediche. «La priorità è comunque per i generi di prima necessità non solo viveri ma anche coperte, prodotti per bambini, come i pannoloni, ma le score finiscono presto».
La Caritas ha quindi organizzato un mercatino alla Gattaia dove ha messo in vendita arredi per la casa, bigiotteria, giocattoli, abbigliamento e con il ricavato comprerà nuovi generi alimentari per l’emporio. «Coop e Conad ci danno vestiario e prodotti alimentari – dice Di Chiara – ma le richieste sono in continuo aumento. C’è bisogno di risorse ulteriori anche per aiutare nel pagamento di bollette, affitto, farmaci». I volontari del Duomo sperano in donazioni e sovvenzioni, pur consapevoli delle difficoltà e della sfiducia generalizzata. «Se si può è giusto dare una mano – conclude Di Chiara – per evitare a queste persone ulteriori umiliazioni. Non è facile per nessuno, per questo stiamo cercando di istituire un centro di ascolto, per la presa in carico dell’assistito, con la ricerca soluzioni più adeguate. Ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti». —
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