Servono due anni e 850mila euro per rifare il ponte delle Terre Rosse
La giunta approva il documento preliminare alla progettazione Il cavalcaferrovia chiuso alle auto da ottobre dopo un sopralluogo
PIOMBINO
Ci vorranno due anni e 850mila euro per demolire e poi ricostruire il cavalcaferrovia di Terre Rosse chiuso dallo scorso 5 ottobre per motivi di sicurezza: il Comune nei giorni successivi alla chiusura aveva annunciato la volontà di riportare la situazione alla normalità e ora una delibera di giunta certifica questo impegno: il Comune impegnerà 310mila euro di proprie risorse e 540mila euro provenienti dal fondo regionale costituito per queste esigenze.
Con la delibera la giunta ha approvato il documento preliminare all’avvio della progettazione redatto dal dirigente del settore lavori pubblici, l’ingegner Claudio Santi, composto dalla planimetria, dalla stima dei lavori, e da un cronoprogramma che fissa il completamento della progettazione a ottobre 2019, seguita dalla gara d’appalto e dall’inizio dei lavori veri e proprio nel febbraio 2020 per concludersi entro settembre, prima del collaudo e della riapertura a metà novembre.
«Subito dopo la chiusura del ponte – spiega l’assessore alle finanze, Ilvio Camberini – avevamo sostenuto che si trattava di un’opera importante per la città e che per questo andava ricostruita. Ora come promesso abbiamo avviato le operazioni per raggiungere questo obiettivo».
La decisione di chiudere il cavalcaferrovia era arrivata dopo un sopralluogo: emersero problemi strutturali piuttosto gravi, anche se delle necessità di un intervento di manutenzione c’era già consapevolezza, visto che nel 2017 venne vietato il transito ai mezzi di peso superiore a 3,5 tonnellate e che proprio in questi mesi sarebbero dovute partire le opere di manutenzione straordinaria previste nel bilancio 2018, con un finanziamento di 300mila euro, in pratica quelli ora girati alla realizzazione del nuovo ponte.
Fatto sta che il 5 ottobre fu giudicato troppo pericoloso far passare le auto sulla struttura, sotto la quale scorrono i binari ferroviari. La chiusura ovviamente ha comportato disagi per gli abitanti della zona e per chi deve raggiungere dalla città il porto delle Terre Rosse, costretto a passare da Fiorentina.
Dalla relazione dell’ingegner Santi si ricava che il cavalcaferrovia fu costruito negli anni 1961-62 con l’obiettivo di realizzare un attraversamento provvisorio per le acciaierie che dovevano trasportare nello stabilimento materiale di risulta dell’escavo della collinetta in Colmata. Fu nel 1966, finito lo sbancamento di Colmata, che venne deciso di non demolire il ponte come previsto ma di usarlo per la viabilità comunale rimuovendo il passaggio a livello per realizzare poi le rampe di collegamento alla strada delle Terre Rosse.
Tutto è rimasto così fino ai giorni nostri anche se, spiega Santi, «nel 2009 venne redatto un progetto di manutenzione straordinaria del ponte in quanto denotava segni di ammaloramento ai parapetti e ai profilati in acciaio». Il progetto finì nel piano triennale delle opere pubbliche 2010-2012 ma non vennero trovare le risorse per finanziarlo. Quindi nel 2014 ci si accorse che «il degrado aumentava», così da decidere «la rimozione di alcune parti pericolanti». Poi avanti fino allo scorso ottobre, quando fu chiaro che quella struttura era ormai diventata davvero troppo pericolosa. —
CLOZ
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