Gioco
Immagini e ricordi donati alla città Grande successo per “Faccia a faccia”
Oltre tremila visitatori più tutti i ragazzi dei laboratori scolastici
PIOMBINO. Emozionante dall’inizio alla fine. Tanti studenti da medie e liceo pure all’evento conclusivo della mostra “Faccia a faccia”. All’incontro per la Fondazione Dalmine Carolina Lussana, il sindaco Massimo Giuliani con Monica Pierulivo per l’Archivio storico, il consigliere regionale Gianni Anselmi, Fausto Azzi, ad di Aferpi, Lino Iallorenzi per la Magona.
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All’ex Chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali (oltre 3mila visitatori più i ragazzi delle scuole) alcuni protagonisti delle foto che hanno donato immagini e messo la loro memoria a disposizione della città.
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Maria Di Gregorio “madrina delle Acciaierie” negli anni Sessanta ricorda «un’inaugurazione con una bottiglia come si fa quando si varano le navi. Entrata dopo un test come segretaria a 19 anni, e il mio babbo militare al porto non voleva... in altoforno per poi restare come programmatrice sui treni di laminazione. Sempre sottopagata rispetto ai colleghi uomini – prosegue – ma lo sapevamo tutte bene. Ho rifiutato il trasferimento a Milano e dopo un anno di cassa integrazione, ho finito comunque in acciaieria fino alla pensione, negli anni Ottanta, grazie ai fondi dalla Comunità europea».
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Manrico Gianetti, pisano, da dipendente Olivetti non ce l’ha fatta a stare a Milano: «Volevo vivere in Toscana – dice – Perito radio tecnico in Italsider nel ’63, a 21 anni, per la manutenzione ai treni di laminazione. Passando al tubificio da realizzare, con tanto di stage di tre mesi negli Usa. Piombino doveva diventare la Taranto del centro Italia. In Dalmine dal 1966, ultimi anni responsabile ufficio tecnico fino alla pensione il 31 settembre 1990». Come sottolineato durante gli interventi, bene ricordare da dove veniamo (Giuliani “1860 prima produzione di acciaio a Piombino” , Azzi fa i complimenti a u ragazzo delle medie, che scatta foto a memoria della giornata) anche per capire quale futuro progettare e vivere. –
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