Sicurezza
Referendum, motivato dalla commissione il doppio no alla richiesta
PIOMBINOLa commissione per il referendum sulla discarica Rimateria ieri si è riunita nuovamente per formalizzare definitivamente la non ammissibilità dei due quesiti, attraverso due relazioni che...
PIOMBINO
La commissione per il referendum sulla discarica Rimateria ieri si è riunita nuovamente per formalizzare definitivamente la non ammissibilità dei due quesiti, attraverso due relazioni che argomentano nel dettaglio il percorso che ha portato alle decisioni.
Per il primo quesito, quello relativo alla realizzazione di una nuova discarica per rifiuti speciali da 2,5 milioni di metri cubi, la commissione ha evidenziato come l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto sia subordinata a specifiche competenze che appartengono al Comune e alla Regione. Nel testo della relazione si legge che l’impianto può essere realizzato solo con il concorso necessario di più amministrazioni. Il quesito referendario travalica quindi la competenza esclusivamente locale ed è per questo inammissibile.
Scendendo nel particolare, si legge che «la realizzazione di qualsiasi impianto nell’area interessata può essere negata solo se si cambia la destinazione dell’area stessa, cosa che non può accadere con il referendum consultivo oggetto di esame. È stata valutata anche la posizione del privato in relazione alle previsioni urbanistiche: «A fronte di un’istanza intesa a ottenere un permesso di costruire, nel caso specifico una discarica, si mette in moto un meccanismo obbligatorio per legge che si conclude con un atto di assenso anche tacito o con un diniego, secondo le normative statali e regionali».
Per il secondo quesito, relativo alla vendita delle azioni di Rimateria possedute da Asiu e quindi indirettamente anche dal Comune di Piombino come maggior azionista di Asiu, la bocciatura viene motivata con il fatto che la proposta referendaria è intervenuta in un processo ormai giunto a conclusione per la cessione del primo lotto, con il passaggio del 30% di azioni in mano privata, e che si trova in fase di perfezionamento per il secondo lotto, in attesa della convocazione dell’assemblea Asiu.
Ci si trova di fronte a un’ipotesi di procedura che non è nell’esclusiva disponibilità del Comune di Piombino, anche in questo caso.
La richiesta risulta pertanto tardiva intervenendo in una operazione sulla quale il “giudizio” dei partecipanti alla consultazione referendaria non avrebbe più spazi per ottenere dagli organi politici competenti un nuovo pronunciamento che possa produrre effetti diretti sulla vicenda. —
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