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Aferpi, Camping cig inscena il “funerale del territorio”

Aferpi, Camping cig inscena il “funerale del territorio”

I sindacati firmano al ministero del lavoro la Cassa integrazione in deroga e per l’associazione così si è decretata «la fine dell’economia industriale»

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PIOMBINO

Nulla ci si attendeva di diverso dalla firma della cassa integrazione in deroga per Aferpi e nulla di diverso è arrivato dall’incontro di ieri al ministero del Lavoro tra Fim, Fiom, Uilm, Ugl, Ugo Menziani, direttore generale degli ammortizzatori sociali e della formazione, e il vicecapo di gabinetto del Mise Giorgio Sorial.

«Nell’incontro abbiamo ribadito le ragioni per le quali è necessario avere un ammortizzatore sociale con le stesse coperture economiche di quello in essere – dicono i sindacati in una nota – o almeno la possibilità di utilizzare le risorse residue dell’attuale strumento come sostegno al reddito dei lavoratori. Tutto ciò con uno strumento normativo ad hoc per la vertenza Piombino analogamente a quanto fatto su altri territori».

Sorial, secondo quanto riferiscono Fim, Fiom, Uilm e Uglm, «a nome del Governo ha dichiarato che saranno fatte le riflessioni del caso, ma che stante la situazione è fondamentale adottare immediatamente questo strumento. Il dottor Menziani si è assunto la responsabilità di aver dato informazioni sbagliate circa l’applicabilità del decreto 119, così da poter proseguire l’attuale ammortizzatore sociale», inoltre ha affermato che le risorse residue del decreto 99553, oltre 8 milioni di euro, «non sono destinate esclusivamente a Piombino e pertanto non sono utilizzabili».

Alla luce di queste dichiarazioni i sindacati, «confortati dal responso della consultazione dei lavoratori, si sono assunti la responsabilità della firma della cassa integrazione in deroga per i prossimi 12 mesi».

Intanto ieri mattina, alla rotonda della Sol, Camping cig ha inscenato un finto funerale, con tanto di bara e manifesti listati a lutto: un “funerale del territorio” come lo hanno definito Paolo Francini e gli altri aderenti all’associazione. Francini al megafono ha letto un documento secondo cui i sindacati ieri hanno messo la firma «su accordi che avvicineranno la fine dell’economia industriale e commerciale del comprensorio. Diranno che non c’era altro da fare, ma è falso: non c’è niente da fare perché loro hanno voluto che arrivassimo a questo punto di non ritorno. Si doveva comunque rigettare il ricatto dell’azienda e del Governo e avviare un ciclo di lotte per il lavoro e per la messa in sicurezza dei lavoratori e della città tutta».

Il voto di 450 lavoratori su 1.920 è stato definito «un referendum raffazzonato all’ultimo minuto, assolutamente non significativo». Con questa protesta Camping cig ha ribadito la propria «opposizione a un comportamento sindacale subalterno al Pd e prono al padrone», e il fatto che l’associazione «continuerà nell’azione di critica e mobilitazione. Vogliamo richiamare l’attenzione dei lavoratori e dei cittadini per continuare la lotta insieme in una vertenza generale di zona». —



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