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Nasce il centro civico “Piazza Santa Maria”

V.P.
Nasce il centro civico “Piazza Santa Maria”

Domani l’inaugurazione della struttura recuperata dai volontari di Porta a terra Nuova vita nei giardini tra via dell’Arsenale e via Cairoli, nel cuore antico della città

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PIOMBINO

Dal degrado ad una vita tutta nuova. Grazie ai volontari. Sarà inaugurato domani pomeriggio alle 17 il centro civico Piazza Santa Maria, nel cuore antico della città.

La struttura prende il nome dalla piazzetta su cui si affaccia una parte dell’edificio e della chiesa che secoli fa dava sul corso. Siamo tra via Cairoli e via dell’Arsenale.

I volontari - ben 45 si sono dati da fare - sono quelli dell’associazione Porta a terra, attiva da anni all’interno del quartiere. Hanno lavorato a lungo per trasformare l’edificio, - scandito da un labirinto luminoso di stanze che si rincorrono l’una con l’altra e da un corridoio che pare fatto per le esposizioni, - in uno spazio a disposizione della città.

La volontà era quella di inaugurare la struttura in giugno. Gli inconvenienti non mancano mai e c’è stato uno slittamento. Ora è tutto pronto. E da domani si aprono i battenti.

Alla cerimonia parteciperanno il sindaco Massimo Giuliani, gli assessori alle politiche sociali Margherita Di Giorgi e alla Cultura Paola Pellegrini e i rappresentanti del consiglio di quartiere.

Per l’occasione saranno aperti tutti i tre cancelli da cui si raggiungono i giardini Ozanam e la struttura. Gli accessi sono situati in piazzetta Santa Maria, via Cairoli e via dell’Arsenale.

Nell’edificio ha trovato posto una buona parte del materiale raccolto nel museo Cose di ieri, in via Mozza. Locale in pieno abbandono e oggetti a rischio. Da qui la decisione del trasferimento che darà anche più visibilità al materiale raccolto nel tempo.

Una cosa è certa. C’è voluto del coraggio ad iniziare. Le testimonianze fotografiche del degrado cronico di quello che è diventato il centro civico sono eloquenti.

Ultimo utilizzo, alloggio pubblico. Occupato abusivamente quando già i servizi sanitari non funzionavano e l’acqua era stata tolta. Con effetti facilmente intuibili. La prima fase, quindi, è stata quella delle pulizie. Successivamente si è andati avanti con gli interventi edilizi e di ripristino degli infissi e delle travi. Al lavoro preponderante dei volontari, nelle situazioni più complicate si è intrecciato quello di mani più esperte. Giorno per giorno, il progetto ha preso forma e si è arrivati fin qui.

I giardini Ozanam sono stati “adottati” dalla Pubblica assistenza che già provvede alla manutenzione e che si occuperà dell’area in sintonia con Porta a terra, che tra l’altro li utilizza per il presepe e resta titolare della gestione dell’immobile, accessibile grazie ad una pedana donata da privati. In 13 hanno fatto donazioni. Nessuna offerta in denaro. Materiale. E ne è servito tanto per ridare dignità all’edificio dalla datazione difficile. Già nel Trecento la città era abitata e quindi parliamo di una costruzione precedente, rielaborata nell’Ottocento come un po’ tutto il borgo.

L’immobile è di proprietà del Comune che, come l’associazione Porta a terra, aveva due obiettivi. Il recupero di un bene che si stava autodistruggendo e la sua destinazione pubblica. Una formula che da domani darà i primi risultati. —

V.P.

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