Italia
“Faccia a Faccia” e i ragazzi Nasce l’amore per la storia
2. 500 visitatori, senza contare le scuole coi laboratori qui fino al 15 novembre Pierulivo (Archivio): «Trovate dieci persone che racconteranno la vita in fabbrica»
PIOMBINO
A caccia di volti o nomi tra le pagine dei libri dedicati ai “riconoscimenti facciali” sul tavolo centrale della mostra “Faccia a Faccia”. Muti ad ascoltare i video storici.
Studenti di tutte le età, una classe dopo l’altra. Perché tutta questa attenzione? La risposta per tutti è una sola: «È la nostra storia ed è bellissima».
La mostra storico-fotografica che ricostruisce una parte fondamentale della memoria non solo industriale di Piombino termina sabato, ma pure l’evento conclusivo è emozionante: ci saranno testimoni e protagonisti delle immagini esposte (evento inserito nell’ambito della XVII Settimana della Cultura d’impresa promossa da Museimpresa).
Peccato non poterla prolungare all’infinito “Faccia a Faccia” sedendosi giorno dopo giorno alla ricerca di volti familiari tra le migliaia di operai, tecnici, ingegneri fotografati: decine i nomi che in tanti hanno segnato a margine delle pagine. La mostra ad oggi chiude con circa 2.500 visitatori, senza contare le scuole che continuano coi laboratori fino al 15 novembre. Hanno partecipato 12 classi di elementari, medie e superiori di Piombino.
«Nel corso della mostra – conferma Monica Pierulivo Archivio storico della Città di Piombino impegnata nell’organizzazione e nella gestione – sono state individuate una decina di persone che possono raccontarci storie legate alla loro vita in fabbrica, per ricostruire nel modo più completo questo grande archivio della memoria industriale. Queste persone, donne e uomini che hanno lavorato nelle tre grandi aziende piombinesi, Dalmine, Magone e Acciaierie di Piombino, verranno anche intervistate nei prossimi giorni».
Nell’appuntamento di sabato, nella Chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali, sono invitati a partecipare, oltre ai rappresentanti delle tre aziende e dell’amministrazione comunale, tutti coloro che hanno donato le loro foto per arricchire la memoria collettiva, i testimoni e tutti i cittadini.
«È stata un’iniziativa di grande impatto sociale e culturale. – sottolinea Monica Pierulivo – Un evento che ci ha consentito di toccare con mano, in questi 24 giorni di apertura continuativa al pubblico, l’importanza della memoria e del vissuto nella vita di un territorio, non tanto come elemento nostalgico, ma per la forza aggregante e di “riconoscimento” all’interno di una comunità. Una memoria che parte dalla centralità delle persone, dei lavoratori e delle loro famiglie per ricostruire processi produttivi, relazioni sociali e caratteristiche del lavoro nel Novecento in città. E questo è un grande valore aggiunto. Un ringraziamento particolare a Fondazione Dalmine, per averci dato questa possibilità, e al personale del Comune e dell’Archivio storico che ha collaborato con entusiasmo per rendere possibile tutto questo».
«La mostra itinerante sarà smontata e tornerà in Dalmine – conferma Carolina Lussana, responsabile dell’omonima Fondazione – ma l’allestimento resta a disposizione per future richieste di altri luoghi d’Italia che desiderino leggere, attraverso il patrimonio culturale delle imprese, la loro storia, come a Piombino. Qui una serie di contatti con testimoni che intervisteremo: video che resterà come patrimonio e testimonianza di questa esperienza». –
CECILIA CECCHI
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