Il Tirreno

Crolla il tetto del palazzo governativo di Rio Marina

Luca Centini
La porzione del tetto crollata nel palazzo governativo di Rio nell'Elba
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La porzione del tetto crollata nel palazzo governativo di Rio nell'Elba

Nella notte si è aperto un squarcio sulla copertura dell’edificio storico che la giunta intende trasformare in municipio. L'incidente causato dalle piogge e dall'abbandono 

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RIO MARINA. Non c’è pace per il patrimonio storico di Rio Marina. A due settimane dal doloroso affondamento del pontile di Vigneria - un pezzo della tradizione mineraria di Rio - un altro segnale di un degrado è arrivato, inesorabile, nella notte tra sabato e domenica. Un’ampia porzione del tetto del palazzo del delegato governativo, uno dei monumenti simbolo della storia mineraria del paese, è crollata, aprendo uno squarcio di alcuni metri quadrati ben visibile dai palazzi vicini, a stretta distanza dall’ingresso del Parco minerario di Rio Marina.

L’incidente non ha provocato conseguenze per le persone visto che, per chi non lo sapesse, il manufatto di proprietà demaniale e in procinto di passare al Comune è disabitato dagli anni Novanta. Da quando l’ultimo delegato governativo lasciò l’edificio, circa 200 metri quadrati di superficie su due piani, con al piano terreno gli uffici e al primo piano un appartamento. Il crollo è stato presumibilmente causato dalla pioggia che cadeva abbondante nella notte tra sabato e domenica, ma è chiaramente imputabile all’abbandono a cui, da tanti anni, è stato relegato il manufatto.

Nei primi anni del Duemila, infatti, il palazzo governativo aveva subito il primo duro colpo con il crollo del controsoffitto finito nel salone affrescato delle feste. Da allora nessun intervento è stato compiuto. A lasciare ancor di più l’amaro in bocca è che il crollo del tetto sia avvenuto proprio nei giorni in cui il destino del palazzo governativo è tornato al centro della discussione pubblica e dei progetti dell’amministrazione comunale. La scorsa estate, infatti, la nuova amministrazione guidata dal sindaco Marco Corsini ha impedito la vendita del palazzo a un privato, esercitando in extremis il diritto di prelazione a disposizione del Comune di Rio.

Nei giorni scorsi la stessa maggioranza ha rivelato l’intenzione di trasferire nei locali della palazzina la sede del municipio, mettendo in vendita al tempo stesso l’attuale sede comunale in piazza Salvo D’Acquisto. Il crollo del tetto pare a tutti gli effetti un richiamo a una rapidità di scelta: serve un intervento affinché l’edificio storico non si trasformi inesorabilmente in un rudere. Sarebbe un peccato, visto il valore storico che quello stesso manufatto detiene.

La casa del delegato, infatti, non è un palazzo qualsiasi per Rio Marina: situato a pochi metri dalla sede del Parco minerario di Rio Marina, si sviluppa su due livelli, dispone di un ampio giardino esterno sul retro e di un ulteriore volume relativo alla dimora del custode quando il palazzo aveva una funzione governativa. È stata abitata da André Pons de l’Herault (nato nel 1772 e morto nel 1853), amministratore delle miniere di Rio Marina. Fu lui ad aver accompagnato Napoleone Bonaparte nella visita che l’Imperatore fece al compendio minerario durante la permanenza elbana del grande còrso.

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