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Gupta rassicura i sindacati «Investiremo nella fabbrica»

Gupta rassicura i sindacati «Investiremo nella fabbrica»

Primo confronto positivo con il boss di Liberty Steel ieri mattina a Piombino che vuole aggredire i mercati con nuovi impianti e far ripartire il decapaggio

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PIOMBINO

Primo confronto tra i sindacati Fim Fiom e Uilm, Rsu aziendali e la proprietà Liberty House rappresentata dal suo numero uno, ovvero Sanjeev Gupta. La Liberty, multinazionale inglese, è prossima all’acquisizione definitiva dello stabilimento ex Magona d’Italia nell’ambito del pacchetto delle dismissioni di Arcelor Mittal.

Un primo incontro che - aldilà dei facili ottimismi - ha comunque concesso sensazioni positive ai sindacalisti. Nell’incontro infatti mister Gupta ha confermato la volontà di rilanciare lo stabilimento attraverso la conquista di nuovi mercati, con più autonomia rispetto ai vincoli della precedente multinazionale (ArcelorMittal), e investimenti per rendere autonomo l’insediamento produttivo piombinese anche nella fase di transizione, in particolar modo per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime.

«L’intenzione di Liberty House è quella di rendere indipendente la Magona - dicono i sindacati - anche successivamente al closing contando su mercati dove all’interno del gruppo non c’è concorrenzialità. Fim, Fiom e Uilm, hanno messo in evidenza la necessità di valorizzare le professionalità presenti e apprezzano la volontà di far crescere lo stabilimento per invertire la tendenza di questi ultimi anni caratterizzata dalla sola fase difensiva». Questa nuova fase, ovviamente, dovrà essere propedeutica al mantenimento e alla crescita dell’attuale occupazione. Attualmente in Magona lavorano 470 dipendenti, che però - ascoltate le parole del boss di Liberty - potrebbero crescere. Ma soprattutto i sindacalisti hanno avuto conferma che Piombino non sarà il vaso di coccio tra quelli di ferro, cioè gli altri stabilimenti all’Est acquisiti che insieme mettono al lavoro circa 13.500 lavoratori.

«In questo senso la posizione dello stabilimento con i suoi asset, fra cui il porto, sarà fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi. Consideriamo interessante - proseguono i sindacati - anche il possibile sviluppo del prodotto preverniciato che potrebbe avere spazi di mercato in tutta Europa oltre alla necessaria ripartenza del decapaggio. Dopo il closing previsto nel primo trimestre del 2019, nell’arco dei tre mesi successivi (100 giorni), si terrà un serrato confronto fra le organizzazioni sindacali e la proprietà del gruppo, finalizzato alla collaborazione e alla definizione del piano industriale di riferimento».

Intanto Gupta ha ricevuto l’invito a incontrarsi il prima possibile a Firenze dal governatore Enrico Rossi, presso la presidenza della Regione, per confrontarsi sul futuro dell’ex Magona d’Italia.

«Anzitutto le do il benvenuto in Toscana – scrive Rossi – dopo l’acquisto dell’acciaieria, che era di proprietà di Arcelor Mittal, da parte del suo gruppo, Liberty House Group. Come ben saprete, la Regione non sta soltanto investendo per lo sviluppo delle infrastrutture locali e del porto, ma ha giocato un ruolo attivo nel recente accordo tra il gruppo Cevital e JSW Steel Group per l’acquisto, da parte di quest’ultimo, delle acciaierie».

«Mi preme poi aggiungere – dice ancora Rossi – che abbiamo sempre intrattenuto ottimi rapporti con la dirigenza di Arcelor Mittal, realtà in cui troverete manager motivati e manodopera altamente specializzata». —

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