Il Tirreno

Scogliera di 40 anni fa ha salvato Baia Etrusca. Così come il muro per la duna dei villaggi

di Cecilia Cecchi
Un'immagine del disastro a Baia Etrusca dopo la mareggiata dell'aprile 1976
◗
Un'immagine del disastro a Baia Etrusca dopo la mareggiata dell'aprile 1976

Il governatore della Toscana in Costa Est per verificare i danni Carla Landini sollecita la difesa della costa da «simili devastazioni»

3 MINUTI DI LETTURA





TORRE MOZZA. Tempestività. Dal presidente  della Regione Enrico Rossi la richiesta dello stato d’emergenza regionale quasi immediatamente col disastro naturale anche sulla nostra costa, rincarando – ieri – con la richiesta di stato di emergenza nazionale. Stamani Rossi sarà il 6 novembre anche in Costa Est per verificare l’entità dei danni: tutto per garantire un intervento sulle zone colpite il più rapido possibile. Perché le strutture, purtroppo la stessa spiaggia come la duna e il bosco sono da recuperare: da Perelli 1 fino a Torre Mozza.

Gli operatori pur contando ancora i danni si stanno facendo forza guardando avanti. «Le mareggiate di questi giorni – dice Carla Landini ( “Baia Etrusca” Torre Mozza) hanno lasciato cicatrici che sapremo rendere meno visibili. Ci sono zone devastate e la spiaggia in molti punti è un ricordo; la battaglia con la natura sarà dura ma finirà con un compromesso. La pineta di Torre Mozza è stata travolta dal vento come se i pini fossero birilli, ma non è stata distrutta, gran parte della pineta secolare è ancora lì e speriamo ci resti ancora per moltissimi anni. La Costa Est risorgerà... Nel 1976 – ricorda Carla Landini – una terribile mareggiata entrò sotto le fondazioni di alcuni appartamenti, a Baia Etrusca (foto in alto), era aprile, ad un mese dall’apertura, eppure ce l’abbiamo fatta, con tanto lavoro, costruendo una scogliera a protezione, e quelle case ci sono ancora. Non solo Torre Mozza si è salvata, si sono salvati i villaggi, si è salvata la nostra nuova struttura nella pineta, e si è salvata la voglia di tutti noi imprenditori del settore che sappiamo lottare e ricominciare». Il mare ha lasciato di tutto, ma per Landini «tutto verrà ripulito, non è una situazione irreversibile».

«Vero che il territorio ha subìto un cambiamento e non sarà più come prima – dice – ma sono certa che sapremo fare miracoli. Tutti i nostri clienti e amici che ci sono stati vicini, non hanno niente da temere per la prossima stagione, sono la nostra forza. Danni qui? Pini, tetti dei parcheggi ma gli appartamenti sono salvi: niente a confronto di quanto successo altrove, operatori che vanno sostenuti perché non manca la voglia e la forza di ricostruire. Certo – sottolinea Landini – bisogna ripartire su tre fronti: prevenzione immediata con interventi a protezione, ricostruzione con aiuti dallo Stato, sostegno di tutti. In questa zona ha funzionato la scogliera realizzata 42 anni fa e lo stesso discorso vale per la duna di Torre Mozza dove negli stessi anni è stato fatto un muro tra i villaggi: solo il cancello come sbocco in spiaggia è stato spazzato via e il mare è entrato in pineta. Necessario mettersi a lavoro tutti insieme per il ripristino, non possiamo fermarci alla distruzione ma guardare avanti e fare sempre i conti con questi fenomeni che non sono più “occasionali”. Magari anche facendo rifermento a questa nostra esperienza di più di 40 anni fa, ora che c’è una sensibilizzazione maggiore per l’ambiente, per questo turismo: ce la possiamo fare, difendendo nell’immediato la nostra bellissima costa da simili devastazioni». Rossi stamani è qui proprio per questo, intervenire prima di subito. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web