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Scogliera di 40 anni fa ha salvato Baia Etrusca. Così come il muro per la duna dei villaggi
Il governatore della Toscana in Costa Est per verificare i danni Carla Landini sollecita la difesa della costa da «simili devastazioni»
TORRE MOZZA. Tempestività. Dal presidente della Regione Enrico Rossi la richiesta dello stato d’emergenza regionale quasi immediatamente col disastro naturale anche sulla nostra costa, rincarando – ieri – con la richiesta di stato di emergenza nazionale. Stamani Rossi sarà il 6 novembre anche in Costa Est per verificare l’entità dei danni: tutto per garantire un intervento sulle zone colpite il più rapido possibile. Perché le strutture, purtroppo la stessa spiaggia come la duna e il bosco sono da recuperare: da Perelli 1 fino a Torre Mozza.
Gli operatori pur contando ancora i danni si stanno facendo forza guardando avanti. «Le mareggiate di questi giorni – dice Carla Landini ( “Baia Etrusca” Torre Mozza) hanno lasciato cicatrici che sapremo rendere meno visibili. Ci sono zone devastate e la spiaggia in molti punti è un ricordo; la battaglia con la natura sarà dura ma finirà con un compromesso. La pineta di Torre Mozza è stata travolta dal vento come se i pini fossero birilli, ma non è stata distrutta, gran parte della pineta secolare è ancora lì e speriamo ci resti ancora per moltissimi anni. La Costa Est risorgerà... Nel 1976 – ricorda Carla Landini – una terribile mareggiata entrò sotto le fondazioni di alcuni appartamenti, a Baia Etrusca (foto in alto), era aprile, ad un mese dall’apertura, eppure ce l’abbiamo fatta, con tanto lavoro, costruendo una scogliera a protezione, e quelle case ci sono ancora. Non solo Torre Mozza si è salvata, si sono salvati i villaggi, si è salvata la nostra nuova struttura nella pineta, e si è salvata la voglia di tutti noi imprenditori del settore che sappiamo lottare e ricominciare». Il mare ha lasciato di tutto, ma per Landini «tutto verrà ripulito, non è una situazione irreversibile».
«Vero che il territorio ha subìto un cambiamento e non sarà più come prima – dice – ma sono certa che sapremo fare miracoli. Tutti i nostri clienti e amici che ci sono stati vicini, non hanno niente da temere per la prossima stagione, sono la nostra forza. Danni qui? Pini, tetti dei parcheggi ma gli appartamenti sono salvi: niente a confronto di quanto successo altrove, operatori che vanno sostenuti perché non manca la voglia e la forza di ricostruire. Certo – sottolinea Landini – bisogna ripartire su tre fronti: prevenzione immediata con interventi a protezione, ricostruzione con aiuti dallo Stato, sostegno di tutti. In questa zona ha funzionato la scogliera realizzata 42 anni fa e lo stesso discorso vale per la duna di Torre Mozza dove negli stessi anni è stato fatto un muro tra i villaggi: solo il cancello come sbocco in spiaggia è stato spazzato via e il mare è entrato in pineta. Necessario mettersi a lavoro tutti insieme per il ripristino, non possiamo fermarci alla distruzione ma guardare avanti e fare sempre i conti con questi fenomeni che non sono più “occasionali”. Magari anche facendo rifermento a questa nostra esperienza di più di 40 anni fa, ora che c’è una sensibilizzazione maggiore per l’ambiente, per questo turismo: ce la possiamo fare, difendendo nell’immediato la nostra bellissima costa da simili devastazioni». Rossi stamani è qui proprio per questo, intervenire prima di subito.
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