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I sindaci si preparano alla marcia su Roma «Di Maio ci riceva»

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I sindaci si preparano alla marcia su Roma «Di Maio ci riceva»

Domani tutti al Mise con i sindacati per gli ammortizzatori Fagioli (Fim): «Su produzione e demolizioni Aferpi è in ritardo»

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PIOMBINO

I sindaci della Val di Cornia e di altri comuni che stanno via via dando la loro adesione, domani saranno sotto al Mise con i sindacati per protestare contro la mancata convocazione di Fim, Fiom, Uilm e Uglm sul tema degli ammortizzatori sociali. Non solo i sindacati non sono mai stati convocati ma nemmeno hanno avuto risposte sull’interpretazione del nuovo decreto.

È stata inviata ieri mattina la lettera del sindaco Massimo Giuliani al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio: «Vista l’insufficienza delle risposte finora ottenute da codesto ministero e i tempi stretti per assicurare la messa in sicurezza dei lavoratori con accordi aziendali – scrive il sindaco nella lettera al ministro – abbiamo deciso, come sindaci dei territori interessati dalla fabbrica, di essere presenti venerdì 9 novembre sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico».

«Riteniamo che una risposta sia necessaria per una realtà industriale strategica per il Paese – è la conclusione – che dà occupazione a migliaia di lavoratori. Per questo sono a chiederle, anche a nome degli altri colleghi sindaci, un incontro in quella giornata volto a superare queste criticità».

Intanto sull’intervista al Tirreno di Fausto Azzi, ad di Aferpi, interviene il segretario della Fim, Fausto Fagioli. Azzi aveva parlato di 540 lavoratori mediamente presenti in fabbrica, rispetto ai 435 previsti dal piano industriale di Jsw. «I numeri che cita l’amministratore delegato di Aferpi – sostiene Fagioli – forse sono dovuti a un picco di presenze in agosto prima dell’arrivo di Sajjan Jindal. Ora in realtà in fabbrica ci sono molti meno lavoratori dei 435 previsti».

Per Fagioli comunque il vero problema è che «servono ordini per dare continuità sulle tre linee di laminazione, fin dall’inizio dell’anno prossimo, altrimenti quel piano industriale è monco. Capisco che Azzi voglia dispensare serenità ma per far ciò servono fatti».

Azzi aveva individuato in un periodo compreso tra fine anno e inizio 2019 la conclusione della fase di progettazione delle demolizioni della vecchia acciaieria e il seguente via agli appalti. Ma per il segretario della Fim «siamo in ritardo rispetto a quanto ci era stato annunciato a luglio, quando si parlava appunto di sei mesi ma per il via alle operazioni di smantellamento. Qui invece si dice anche che non ci sono ancora i permessi. Ripeto, occorrono fatti anche su questo versante». —

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