Il Tirreno

Il capolavoro dei volontari, ripulito il sentiero per la Madonna del Grigolo

Stefano Bramanti
La statua della Madonnina del Grigolo (di Giancarlo Amore)
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La statua della Madonnina del Grigolo (di Giancarlo Amore)

Conclusa l’operazione di bonifica coordinata dall’associazione Italia Nostra. Liberati dalle erbacce alcuni bastioni delle fortificazioni medicee della città

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PORTOFERRAIO. Italia Nostra dimostra con i fatti il proprio interesse per il recupero della Madonnina del Grigolo, deteriorata dall’azione del tempo.

Infatti, l’associazione guidata nell’Arcipelago toscano da Cecilia Pacini, che ora è al timone del sodalizio pure a livello regionale, ha rigenerato il sentiero che conduce al monumento religioso, grazie a un gruppo di volontari. Non solo, hanno anche iniziato un enorme lavoro per liberare le fortezze da una marea di rampicanti e cespugli, che lasciati agire da lustri stanno ricoprendo gli imponenti bastioni medicei. Quindi con circa un mese di impegno, quattro persone affiliate a Italia Nostra e simpatizzanti dell’associazione che si dedica alla tutela dei beni ambientali ed architettonici, hanno recuperato il sentiero che porta al luogo della statua in ferro, creata nel 1965 dall’artigiano Mario Tredici e che fu poi restaurata nel 1991 da Vincenzo Carbonaro. L’opera è del tutto deteriorata e quindi è da rifare, come Giancarlo Amore ha segnalato da tempo e più volte. «La Madonnina è ormai in conduzioni pessime e sarà da ricostruire totalmente e valuteremo le soluzioni da adottare, ma intanto – spiega Pacini – Luigi Benassi, Paolo Cortini, Arturo Mancusi e Marcello Mellini si sono prodigati per il ripristino ambientale, in modo che sia possibile raggiungere agevolmente il monumento religioso, sebbene la salita per arrivare alla roccia del promontorio portoferraiese, che si affaccia sul mare, sia certamente impegnativa. Con varie settimane di lavoro hanno tolto piante infestanti che impedivano il passaggio e anche rifiuti nei paraggi e ora si giunge al luogo, dove esiste il basamento con la statua, anch’esso ripulito, senza ostacoli».

Ma il team di volontari non si è fermato. Gli stessi interventi di bonifica ambientale li hanno fatti lungo la roccia, che scende fino al mare, posta sotto la villa napoleonica dei Mulini, arrivando a sistemare parzialmente il territorio oltre il Forte Stella. Per tale azione sono stati presi accordi con il vicesindaco Roberto Marini e con l’architetto comunale Elisabetta Coltelli, che ha fatto un sopralluogo insieme al gruppo operativo che ha agito tutelando le storiche costruzioni. Quindi sono stati resi di nuovo percorribili i camminamenti e sono stati eliminati ancora sacchi di rifiuti, smaltiti poi dal personale di Esa, contattato appositamente. In questo modo, fa notare ancora la responsabile di Italia Nostra Cecilia Pacini, sono venuti alla luce anche gli impianti di illuminazione delle fortezze medicee, fino ad ora ricoperti dalla vegetazione e quindi il Comune potrà eventualmente riattivarli. Infine i volontari si sono occupati anche dei ruderi del forte di Monte Bello, situato nella parte ovest della città, nella zona di Albereto ed anche lì, con vari mesi di impegno, sempre rispettando le strutture, è stata fatta una forte bonifica ambientale, tanto che il Parco ha potuto attuare una escursione nella vetta della collina, con il professor Giuseppe Massimo Battaglini, storico, che ha illustrato ai partecipanti le vicende legate al luogo. Tali interventi hanno messo ancora una volta in luce come le varie amministrazioni comunali non abbiano fatto il massimo per valorizzare le fortezze di Cosimo e madre natura, quindi, sta prendendo il sopravvento sulla storia da tempo. Ma le iniziative di Italia Nostra e di altri potranno cambiare - o almeno si spera - il destino delle fortificazioni che rendono unica Portoferraio nel mondo.

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