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Aferpi: azienda disponibile su ferie e “cassa” anticipata

Cristiano Lozito
Aferpi: azienda disponibile su ferie e “cassa” anticipata

Accordo con i sindacati se nel giro di 10 giorni non arriverà la risposta del Governo sul tema degli ammortizzatori sociali e della salvaguardia dell’integrazione salariale

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PIOMBINO. Dall’incontro tra l’ad di Aferpi, Fausto Azzi, e i segretari di Fim, Fiom, Uilm e Uglm è uscita ieri pomeriggio una soluzione che salverà gli stipendi pieni della cassa integrazione “speciale” almeno per i prossimi tre mesi.

Infatti se nel giro di pochi giorni, una decina al massimo, il Governo non risponderà alle richieste del sindacato sull’interpretazione del decreto firmato da pochi giorni sugli ammortizzatori speciali, l’azienda ha dato la sua disponibilità ad anticipare la cassa integrazione («vedremo successivamente se ordinaria o in deroga», hanno detto i sindacati) e a usare in quantità le ferie per garantire il reddito attuale.

Tutto ciò fino a dicembre, poi si vedrà, perché come hanno detto i sindacati ai lavoratori accorsi in gran numero all’assemblea rimandata di un paio d’ore a causa del lungo confronto tra l’azienda e Fim, Fiom, Uim e Uglm, «questo tipo di integrazione non potrà essere infinito» (si tratta di una cifra tra i 200 e i 300 euro in più in busta paga) «e per noi la vera integrazione salariale è rappresentata dal lavoro».

Per questo servirà che partano i progetti, l’attività del tve e poi del tmp, ma anche che venga avviata una formazione vera in accordo con la Regione «per i lavoratori che sono fuori da anni ma non solo per loro», e che poi «si faccia un accordo vero sulle rotazioni in fabbrica», necessarie considerati i tempi lunghi del progetto di Sajjan Jindal. Troppi sono infatti i lavoratori che da anni non entrano in stabilimento.

Ma, detto della disponibilità a trovare una soluzione dimostrata ieri dall’azienda – accusata peraltro di aver calcolato male la situazione del monte ore di cassa integrazione – il sindacato ha spiegato di non essere disposto a firmare alcunché «finché non arriverà la convocazione da parte del Governo, questione sostanziale ma anche di rispetto della nostra dignità».

La disponibilità dell’azienda all’anticipo della cig, ha di fatto consentito di uscire dal problema della scadenza Inps di ieri e di poter attendere qualche giorno la risposta del Governo, qualunque essa sia.

Così sono state accantonate le ipotesi di scioperi e presìdi delle portinerie, anche se i sindacati hanno deciso di organizzare un’iniziativa per arrivare a ottenere l’incontro col Governo, che fin qui ha sempre dribblato le richieste piombinesi. Suscitando pesanti interrogativi sulla strategicità che all’azienda piombinese viene attribuita da Luigi Di Maio, molto più attento a realtà oggettivamente meno determinanti negli obiettivi di un Paese industrializzato come l’Italia.

Oggi dunque alle 9 Fim, Fiom, Uilm e Uglm saranno davanti al Comune per un presidio.

«Abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni locali e regionali – hanno spiegato i sindacati a questo proposito – per avere un tavolo al ministero dello Sviluppo economico, a cui oltre a Comune e Regione vogliamo che sia presente anche l’azienda». —


 

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