Toscana
Aferpi, Governo in silenzio. Si cercano soluzioni in extremis
I sindacati incontrano l’azienda sulla continuità degli ammortizzatori sociali. In assenza di novità via alla mobilitazione con forme da decidere in assemblea
PIOMBINO. Il weekend non ha portano notizie da Roma: il Governo tace sulle richieste di Fim, Fiom e Uilm in merito all’applicabilità in Aferpi del nuovo decreto sugli ammortizzatori e l’unica possibilità, quanto meno di spostare in avanti il problema, sarà verificata nell’incontro che i sindacati avranno alle 12 con l’ad Fausto Azzi. Che usando ferie e altri strumenti potrebbe evitare, nell’ultimo giorno utile, l’esaurimento del monte ore di cassa integrazione di Piombino Logistics, peraltro rimandando solo di poco la resa dei conti.
Comunque vada il sindacato ha convocato l’assemblea dei lavoratori alle 15, dopo un consiglio di fabbrica convocato, si legge in un breve comunicato, «per tarare le iniziative alla luce delle assemblee svolte sui tre turni il 2 novembre con tutti lavoratori attualmente operativi». Assemblee che non hanno avuto risultati molto confortanti per le organizzazioni sindacali che da quegli appuntamenti puntavano a compattare il più possibile il fronte dei lavoratori: la temuta frattura che si è creata tra chi lavora e chi sta fuori è emersa chiaramente e quindi da lì nasce la difficile scelta dei sindacati sulle eventuali iniziative da mettere in campo.
Sciopero a oltranza e presidio delle portinerie erano le parole usate nell’assemblea del primo novembre, ma è chiaro che bisognerà vedere come questi propositi verranno declinati, se appunto si arriverà alla rottura con l’azienda, che comunque viene accusata di non avere gestito il monte ore di cassa integrazione, e se nel frattempo non arriveranno novità da Roma.
«Senza un provvedimento immediato ad hoc – dice Camping Cig – i lavoratori di Piombino Logistics resteranno per qualche mese senza salario e a fine novembre toccherà a tutti i lavoratori Aferpi».
Camping cig arriva a paventare che «Jindal possa approfittare della mancata continuità degli ammortizzatori sociali per procedere a licenziamenti», in virtù dell’Accordo di programma firmato a luglio secondo cui l’industriale indiano si impegnava a riprendere in fabbrica tutti gli ex Cevital-ex Lucchini a condizione che ci fosse la copertura degli ammortizzatori sociali.
«Nonostante le promesse del Governo – dice Camping cig – l’ultimo decreto non solo non assicura di mantenere l’attuale livello salariale, ci sarebbe un ulteriore taglio fino a 300 euro al mese, ma non è applicabile ai lavoratori Aferpi. È necessario un nuovo decreto, mirato alla situazione piombinese, possibile solo se il Governo prenderà atto della valenza strategica dello stabilimento per il settore siderurgico nazionale». Ma per tutto ciò occorre «una forte mobilitazione che finalmente porti Piombino alla ribalta nazionale».
Per Camping cig «l’azienda è la prima responsabile, anche se non l’unica, di quest’ultimo guaio sugli ammortizzatori; si deve attivare per la soluzione radicale del problema, a cominciare dall’aumento delle ore lavorate, e introducendo anche la rotazione tra chi lavora e chi no; ma anche col concorso economico alla integrazione salariale, con Regione e Governo».
Chiede «azioni forti», Camping cig, che a questo punto ritiene «necessario uno sciopero a oltranza con il blocco totale della fabbrica con la mobilitazione cittadina». —
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