Sicurezza
Braschi: «Nessuna propaganda ma senso di comunità»
PIOMBINO«Non è “propaganda” come qualcuno l’ha definita, non sono “squadrismi” e non è nemmeno un’intenzione quella dell’amministrazione comunale di delegare ai cittadini la sicurezza del proprio...
PIOMBINO
«Non è “propaganda” come qualcuno l’ha definita, non sono “squadrismi” e non è nemmeno un’intenzione quella dell’amministrazione comunale di delegare ai cittadini la sicurezza del proprio territorio». Così Monica Braschi, consigliera comunale del Pd e presidente della terza commissione, a proposito del progetto di controllo del vicinato approvato dalla giunta.
«Il controllo del vicinato non è questo – prosegue – Il Controllo del Vicinato non ha nulla a che fare con le sentinelle dell’ordine: le ronde hanno spesso una connotazione politica, che a noi non appartiene. Non sono gruppi di sorveglianza per le strade con le pettorine: è un’attività che ricrea il senso di comunità di appartenenza al territorio, a partire dalla conoscenza di chi abita nel proprio palazzo. Nato negli anni Ottanta negli Stati Uniti, il “Controllo del vicinato” (Neighborhood watch) è realtà in oltre 500 comuni italiani. Presentato in consiglio comunale tempo fa dalla sottoscritta come mozione gruppo Pd, il progetto è stato discusso in commissione con l’apporto e condivisione di alcuni partiti di opposizione. Successivamente sono state fatte iniziative pubbliche alla presenza del referente regionale il quale ha illustrato gli obiettivi del progetto. Il primo passo è formare un gruppo con un referente responsabile che raccoglie nomi e contatti dei vicini. Il secondo è conoscersi, parlarsi, raccontarsi abitudini e piccoli problemi. Il controllo del vicinato è uno strumento di prevenzione contro la criminalità che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini e la cooperazione con le forze dell’ordine al fine di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone».
«La sicurezza del nostro territorio è un punto fondamentale dell’amministrazione comunale – aggiunge Braschi – importanti sono stati gli investimenti fatti in questi anni nella videosorveglianza e non solo. Alcuni definiscono il controllo del vicinato un fallimento dello Stato di diritto, un’extrema ratio per sopperire a un ordinamento e a uno Stato inefficiente».
«Tutti noi – conclude Braschi – siamo consapevoli che dovrebbe essere lo Stato a garantire la sicurezza dei propri cittadini ma nell’attesa di quello che dovrebbe essere noi proviamo con quello che può essere». –
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