Gioco
Parco costiero col 30% di alberi in meno Danni per oltre un milione e mezzo di euro
Ghizzani Marcìa (Parchi): «C’è poco da dire e molto da fare. Nell’ordine delle priorità la duna viene prima di tutto»
PIOMBINO
Verificato il disastro, con le prime stime che “solo” per la Costa Est partono da oltre un milione e mezzo di euro per un ripristino valido della spiaggia e del parco costiero. Senza più duna, all’appello mancano il 30% degli alberi. Spesso il mare va a finire direttamente nel fosso Cervia.
«Poco da dire e tanto da fare, bisogna mettersi in moto per risollevare quest’ambito così importante» conferma il presidente Parchi Val di Cornia Francesco Ghizzani Marcìa.
A controllare l’area boschiva il responsabile dell’ufficio tecnico Parchi Massimo Bellucci: «A Baratti, stavolta – dice – non siamo andati oltre a qualche pino caduto, nient’altro da segnalare neppure sulle strutture di servizio». Ferita gravemente la Costa Est. «Già lunedì alla Sterpaia era impossibile avvicinarsi alla battigia. Mentre – ricorda – durante la bufera sono arrivato al Mortelliccio. Altrove le piante cadevano una dietro l’altra: situazione pericolosa per l’incolumità delle persone. A Carbonifera impossibile stare sul ponte. Ovunque ovviamente c’erano i balneari: grande la loro preoccupazione, condivisa da tutti».
«Stamani (ieri mattina ndr) ho ricominciato il giro di ricognizione da Perelli 1 – aggiunge Bellucci – meno che la parte centrale del parco della Steraia, irraggiungibile: le piante stradicate rendono impercorribili la strada. Dopo 23 anni che sono alla Parchi ormai penso che non esisterà più un parco costiero com’era prima di questa tempesta: è cambiata la fisionomia specialmente da Perelli 1 a Carlappiano».
«Non c’è più duna e retro duna, il mare arriva direttamente nel fosso Cervia – spiega Bellucci – una distesa di sabbia con i pini caduti».
«La ghiaia è soprattutto – prosegue – tra Perelli 2 e Perelli 3. Seriamente danneggiate le strutture dei bagni “La Capannina”, “Bagnoskiuma”, “Curacao”. Toilette sradicate e spinte verso il fosso, come tutti i prefabbricati che stanno in spiaggia su palafitte o per il servizio sicurezza. Il lavoro da fare è enorme. Anche l’ultimo progetto d’ingegneria naturalistica per la difesa e il consolidamento delle dune, fatto dalla Provincia, non esiste più fin dopo il Mortelliccio».
Un milione e 230mila euro spazzati via. «Già questo è un danno – sottolinea Bellucci – poi ci sono le strutture dei concessionari ancora a protezione della costa, distrutte. Una cifra per il ripristino bel oltre un milione e mezzo di euro. Da considerare che ci ritroviamo un parco che non ha più il 20-30 % di alberi. Necessità di fare ripiantumazione di vere piante che attecchiscono subito. Ora tra Perelli e Carlappiano, radure». Si spezza la voce (e il cuore).
«Evidente che oltre la sabbia – conclude Ghizzani Marcìa – c’è la vegetazione, bisogna intervenire ed è problematico. Ho già parlato col sindaco Massimo Giuliani per lo stato di calamità che sarà supportato da parte nostra con tutta la documentazione, il più dettagliata possibile, sui danni e sui costi di recupero con ordine di priorità. La duna va prima di tutto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google