Il Tirreno

A fuoco un capannone, paura per l’eternit

Il capannone andato a fuoco
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Il capannone andato a fuoco

Vigili del fuoco in azione nella campagna dietro la sede Coop. Distrutto il magazzino, non si esclude il dolo

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RIOTORTO. Sono giorni intensissimi per i vigili del fuoco, costretti a entrare in azione anche sabato 30, a Riotorto, per un incendio scoppiato in un capannone. Un incendio sulle cui cause si sta ancora indagando, perché potrebbe essere stato causato da un cortocircuito o da altri motivi casuali, ma non viene escluso neanche il gesto doloso. La zona è quella dietro la sede di Riotorto Vignale della Coop, un’area di campagna a due passi dalla vecchia Aurelia.

Era da poco passato mezzogiorno quando qualcuno, passando appunto in macchina dalla vecchia Aurelia, ha notato una colonna di fumo alzarsi da quel manufatto e ha lanciato l’allarme. Sul posto è subito intervenuta una squadra di vigili del fuoco del distaccamento di Piombino, in appoggio anche una di Cecina e una di Follonica, poi anche il mezzo nucleare-biologico-chimico del comando di Livorno e quello analogo del comando grossetano. Sul posto anche i carabinieri e, successivamente, personale della Asl e dell’Arpat. Il magazzino infatti, che una volta era un deposito di materiale edile, conteneva molti oggetti di plastica e soprattutto aveva la copertura in eternit. Nel rogo è andato distrutto quasi tutto ed è crollato il tetto. Inoltre, nelle vicinanze del magazzino c’erano anche diverse bombole di gas, non si sapeva se tutte vuote o anche piene. E lì accanto c’è un altro magazzino. Insomma, non c’era da perder tempo e infatti l’intervento dei pompieri è stato immediato ed efficace.

Nessuno si è fatto male ma per non rischiare i vigili del fuoco e pure la Protezione civile, durante le operazioni di spegnimento, avevano lanciato messaggi anche sui social raccomandando alla gente di non avvicinarsi troppo alla zona in questione. Dopo un paio di ore di lavoro l’incendio è stato domato, poi i pompieri hanno proseguito per la bonifica dell’area. Le indagini come dicevamo sono in corso. Intanto anche il Comune, in attesa del responso di Arpat, lancia un doppio appello: alla Coop di chiudere le finestre degli uffici e a chi ha una coltivazione nei paraggi di controllare bene il raccolto. —

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