Il dolore
«Comune e referendari uniti per ottenere i soldi dal governo»
la propostaPIOMBINORiuscire in due mesi a farsi erogare i “famosi” 50 milioni di euro per bonificare a smaltire in Rimateria, come da accordi, la discarica ex Lucchini di 36 ettari, lavorando a...
la proposta
PIOMBINO
Riuscire in due mesi a farsi erogare i “famosi” 50 milioni di euro per bonificare a smaltire in Rimateria, come da accordi, la discarica ex Lucchini di 36 ettari, lavorando a fianco del Comitato promotore del referendum. E se l’operazione non dovesse riuscire, agevolare con un passaggio in consiglio comunale l’effettuazione del referendum richiesto. È questa la proposta di Spirito Libero (capogruppo, consiglieri di quartiere e direttivo), lista in maggioranza, che un po’ a sorpresa apre una breccia nel muro che separa l’amministrazione comunale e il Comitato, soprattutto dopo la manifestazione dei giorni scorsi. «Crediamo che alla paura generata dal futuro della discarica occorra offrire una risposta aprendo un dialogo col Comitato Promotore del referendum. Con altrettanta determinazione - dicono da Spirito Libero - bisogna però partire da alcuni dati di fatto. Il primo è che una discarica regolarmente autorizzata, ancorché posizionata nel peggior punto in cui potesse essere messa, esiste e purtroppo non si può più tornare indietro. Il secondo è che nell'area industriale esistono già da tempo due discariche abusive: la 36 ettari di proprietà di Lucchini in amministrazione straordinaria e la LI53, che Rimateria ha acquisito con obbligo di bonificarla. Sono entrambe discariche che, se non bonificate a dovere, anch’esse esistono e creano oggi danni alla salute».
Ecco perché Spirito Libero concorda con lo slogan lanciato dagli operai di Rimateria: “Rimateria è la soluzione, non il problema”. «Rimateria - senza le bonifiche della 36 ettari in cui sono già stoccati oltre 1.800.000 metri cubi di rifiuti da trattare e poi senza la ripresa della produzione siderurgica, per evitare il fallimento avrebbe bisogno di importare rifiuti speciali da fuori». E questo ovviamente crea timori. «Il tema principale di uno dei referendum è proprio quello della importazione dei rifiuti da fuori. Noi riteniamo che è proprio da questo che bisogna impostare un dialogo coi promotori e i cittadini contrari, poiché sull’esigenza di bonificare le aree industriali nonché di smaltire correttamente i residui del ciclo produttivo siderurgico in discarica controllata ci pare vi sia abbastanza condivisione». Allora ecco l’invito a Comune e Comitato di marciare insieme con un tempo massimo di due mesi affinché il nuovo governo destini da subito i famosi 50 milioni o parti di esse per rimuovere quei cumuli presenti nella discarica abusiva di 36 ettari facendoli smaltire in Rimateria. Del pari ci si attivi affinché la nuova proprietà JSW si impegni formalmente a conferire i residui delle produzioni siderurgiche sempre in Rimateria». Se entro i due mesi si sarà ottenuto questo, allora avremo messo Rimateria nella condizione di portare a termine la sua missione, senza cioè necessità di dover importare rifiuti da fuori, quindi il Comitato ritiri il referendum. Se invece non ci saremo riusciti allora il consiglio comunal voti per far indire il referendum senza cioè gravare il Comitato dell’onere di raccogliere le firme, ossia semplificando al massimo il percorso». —
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