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«L’accordo di programma è un salto nel buio per la città»

«L’accordo di programma è un salto nel buio per la città»

L’associazione teme  una nuova “narrazione felice”  che finisca per offuscare  l’urgenza di una diversificazione comunque urgente

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PIOMBINO

«Un accordo di programma frutto di una trattativa a senso unico. Mani completamente libere per Jindal e un salto nel buio per i lavoratori e la città». Il giudizio di Coordinamento Articolo 1 Camping Cig è espresso al termine di un documento molto articolato in cui si valuta la vicenda da diverse angolazioni. La multinazionale, in sostanza, totalizzerebbe da subito una serie di vantaggi (aree a basso costo, concessioni, l’ingabbiamento dell’iniziativa sindacale, agevolazioni pubbliche) «a fronte di un impegno per investimenti, neanche certo, di 18.7 milioni in due anni e mezzo e senza impegni precisi per i periodi successivi».

A differenza di Rebrab, l’associazione definisce Jindal una solida multinazionale «ma che ha fatto intravedere grandi cose ai piombinesi e in realtà ha impegnato molto poco e solo tra due anni potremo capire, in parte, se farà investimenti consistenti».

Camping Cig parla di partita aperta a qualsiasi esito in termini di nuovi assetti impiantistico produttivi. Senza certezze. «C’è il forte rischio che la nuova “narrazione felice” - aggiunge - offuschi l'urgenza della diversificazione, comunque necessaria. Un ruolo attivo dei Governi centrali (pregresso ed attuale) e un ruolo diverso dello Stato in un quadro di politica industriale a livello nazionale avrebbe potuto attrarre altri interessi o comunque contribuire a costituire un “piano B” che avrebbe potuto modificare i rapporti di forza nella trattativa. Gli amministratori locali - prosegue il documento - avrebbero potuto e dovuto attestarsi con maggior chiarezza e decisione almeno sulla linea invalicabile della tutela delle scelte urbanistiche».

In questo clima di incertezza, l’associazione ritiene un obbligo tassativo per il Governo nazionale e locale dare una forte accelerazione su tutti i temi dell’ambiente e diversificazione: «Non possiamo cadere nell'errore - chiude - di pensare che si possa fare a meno della siderurgia. Meno invasiva, moderna, ecocompatibile, che favorisca alternative produttive e economiche». —

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