Italia
Deserta la prima asta per Villa Vittoria, ora sconto di un milione
Dell’acquisto dell’antica dimora si è interessato anche Jindal Adesso l’acquisto si partirà da una base di 3 milioni
PIOMBINO
È andata deserta la prima asta per Villa Vittoria, la residenza in Cittadella messa sotto sequestro nel febbraio 2016 a garanzia delle persone che avevano subìto una truffa valutata complessivamente una trentina di milioni.
La villa di Cittadella era stata acquistata con un mutuo da una società che poco dopo smise di pagarne le rate, fino all’esecuzione immobiliare.
Non è mancato l’interesse per la prestigiosa villa di Cittadella, anche Sajjan Jindal l’ha visitata, ma ieri mattina nello studio Audit non si sono presentati potenziali acquirenti e così il delegato alla vendita, il commercialista Enrico Pecchia, ne ha preso atto rinviando la vendita a un’altra data.
Del resto l’antica dimora era all’asta per la prima volta, in vendita per poco più di 4 milioni, mentre alla prossima occasione, nel giro di qualche mese, sarà possibile acquistarla con uno sconto del 25%, circa un milione.
La villa a ridosso della chiesina realizzata da Andrea Guardi per conto degli Appiani, si affaccia sul mare. 856 metri quadri su tre piani, 24 camere, un ampio salone al piano terra, dalla terrazza e dal giardino il panorama sul golfo di Salivoli e sull’Elba.
Nel secolo scorso e fino al 2009 Villa Vittoria ha ospitato prima i direttori della Magona, poi i vertici delle acciaierie. Quando Luigi Lucchini, nel 1993, acquistò l’ex Ilva, rilevò anche la villa e ne divenne l’ultimo proprietario.
Nel 2009 la villa fu acquistata dalla fondazione Kepha presieduta da monsignor Patrizio Benvenuti, 66 anni, nato a Buenos Aires ma con madre campigliese e padre sanvincenzino. Il monsignore all’epoca spiegò di voler realizzare a Villa Vittoria un centro di formazione di eccellenza, di master post universitari e un ciclo di corsi di canto che in effetti videro protagonista Katia Ricciarelli.
Nel 2015 però don Benvenuti mise la casa in vendita, spiegando che la sua gestione era troppo costosa. Poi l’anno dopo l’inchiesta sulla presunta truffa ai danni di anziani, per lo più francesi e belgi, coinvolse anche Don Benvenuti: il procedimento giudiziario è ancora in corso. —
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