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In 200 bloccano il cda di Unicoop Tirreno, ma l’azienda cederà a Conad 8 negozi del Lazio

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In 200 bloccano il cda di Unicoop Tirreno, ma l’azienda cederà a Conad 8 negozi del Lazio

Presidio a Vignale, il presidente Lami rinvia ai prossimi giorni la riunione: «In quei punti vendita perdite non più sopportabili»

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VIGNALE. Giornata di tensione davanti alla sede di Vignale dell’Unicoop: 200 lavoratori dei negozi del basso Lazio arrivati intorno alle 8,30 hanno manifestato per tutta la mattinata, impedendo l’accesso dei partecipanti al previsto Cda di Unicoop che doveva discutere la cessione degli 8 punti vendita del Lazio, e bloccando carico e scarico dei camion.

Così a metà mattinata, dopo aver incontrato una delegazione sindacale, il presidente di Unicoop Marco Lami, ha annunciato «che il punto relativo alla cessione di alcuni punti vendita nel Lazio verrà rinviato a una riunione successiva all’incontro che si terrà al Mise il 26 settembre».

Un rinvio il cui significato è stato successivamente meglio precisato da una nota di Unicoop «col rispetto istituzionale verso il Ministero e per senso di responsabilità stemperando il clima di tensione che si è venuto a creare in occasione del presidio organizzato dai sindacati». Insomma, la cessione di quei negozi ormai è decisa, ed è più di un’indiscrezione l’accordo ormai in vista con Conad, storico concorrente.

«Quella cessione deve essere bloccata – dice la Filcams Cgil – perché si parla del futuro di 270 persone nei due negozi di Pomezia e in quelli di Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano, Colleferro, Frosinone. Non si può scaricare sui dipendenti le conseguenze di un piano industriale fumoso che mira solo al taglio ingiustificato dei salari e alla dismissione del contratto integrativo».

Ma Unicoop Tirreno afferma che «la cessione di punti vendita che presentano gravi e irrecuperabili perdite d’esercizio rientra in pieno tra gli obiettivi che si è dato il Piano industriale nel percorso di risanamento e rilancio che prevede il pareggio di bilancio nel 2019 e utili nel 2020. La previsione delle perdite complessive degli 8 punti vendita in questione nel 2018 è di oltre 4 milioni, perdite non più sopportabili per un’azienda impegnata a rilanciarsi che intende ristrutturare 20 punti vendita in tre anni e proseguire nel percorso di sviluppo e innovazione delle strategie commerciali e sociali in Toscana, Lazio e Umbria».

Unicoop puntualizza anche che «il Piano industriale è stato a suo tempo discusso e approvato negli organismi di rappresentanza dei soci. Non si tratta di chiusura, ma di una cessione a un operatore di primo piano della grande distribuzione organizzata che avverrà nel pieno rispetto delle normative vigenti e salvaguardando i livelli occupazionali dei dipendenti».

Domani in concomitanza con lo sciopero dei lavoratori Unicoop Tirreno indetto a livello nazionale da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs nuovo presidio davanti alla sede di Vignale Riotorto.

«Con l’accordo del 9 maggio 2017 – dice Pieralba Fraddanni, segretaria provinciale Filcams-Cgil – azienda e sindacati avevano fissato tra le altre cose un percorso per la rinegoziazione e l’armonizzazione del contratto integrativo. Ora l’azienda vuole invece disdettare unilateralmente l’integrativo: non possiamo accettarlo». —

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