Il Tirreno

la protesta 

Cinquecento in piazza contro la discarica «Siamo un treno in corsa, non ci fermiamo»

Cristiano Lozito

Dure accuse al Pd e al sindaco Giuliani, il comitato ribadisce la richiesta di referendum: no all’ampliamento e ai privati

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PIOMBINO

È un successo di partecipazione quello incassato ieri dal Comitato per la salute pubblica, capace di radunare in piazza Cappelletti circa 500 persone (secondo le stime della Questura), forse di più nel momento centrale dell’iniziativa contro l’ampliamento della discarica. «Provi il Pd a portare in piazza tutta questa gente», ha urlato al microfono uno degli oratori, ultimo sberleffo al partito di governo che col sindaco Massimo Giuliani è stato coperto di accuse («Volete fare di Piombino il polo nazionale dei rifiuti») e pure di insulti.

Tanto entusiasmo dunque da parte del Comitato, e il coro “Referendum, referendum” che più volte è riecheggiato anche nel corteo diretto davanti al municipio dove ha sostato (rumorosamente) per alcuni minuti.

Manifestazione senza bandiere di partito, per volontà degli organizzatori, ma con molti rappresentanti delle forze di opposizione presenti in piazza e confortati alla vista di tutta quella gente così avvelenata nei confronti del Pd, a pochi mesi dalle amministrative: tra gli altri c’erano il consigliere regionale della Lega, Roberto Biasci, Francesco Ferrari, di Fratelli d’italia, il 5 Stelle Daniele Pasquinelli, Fabrizio Callaioli del Prc, poi rappresentanti di liste civiche come Riccardo Gelichi, Carla Bezzini, Andrea Fanetti. La campagna elettorale per il 2019 insomma è ufficialmente partita, e la manifestazione di ieri ha chiarito come il tema della tutela ambientale e della salute sarà un elemento chiave.

Al microfono si sono alternati esponenti del comitato e semplici cittadini: Roberta degani ha aperto l’iniziativa rifiutando «l’accusa del Pd che ci tratta come burattini in mano alle opposizioni. Qui non ci sono partiti, ma solo gente che ha a cuore la salute e l’ambiente. Continuano a dirci che non è una nuova discarica, ma invece è così, e questo ostacolerà qualsiasi sviluppo del turismo e dell’agricoltura di qualità. E poi vogliamo i carotaggi, vogliamo sapere cosa hanno scaricato là dentro quelli delle ditte Lonzi e Rari». Infine da Degani l’appello ai sindaci «a non firmare la cessione del 30% delle quote Asiu, almeno fino a quando non si saprà se ci sarà il referendum».

Per Vittore Rossi «quelli che vogliono il raddoppio della discarica sono gli stessi che volevano portare qui la merda di Bagnoli. Vogliono riempire di rifiuti il retroterra portuale, aree che invece sarebbero fondamentali per lo sviluppo del porto».

Alessandro Del Visci, presidente del Csp, ha ribadito «la totale assenza dei partiti dal movimento. Piuttosto venga a confrontarsi il segretario del Pd». Secondo Tony Perlini «il probema non è solo Rimateria, ma che qui chi comanda si è scordato proprio della città». Sauro Checchi ha sostenuto «che la discarica col suo puzzo ci renderà prigionieri, le nostre case non varranno più nulla», Alberto Guerrieri si è soffermato «sul rischio di tumori, in aumento nelle zone vicino alle discariche», mentre Ugo Preziosi ha urlato alla folla che «il treno è partito e nessuno lo ferma più. Vogliamo il referendum, dobbiamo essere noi a decidere». —



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