Il Tirreno

Una mozione di sfiducia contro il sindaco Ferrari

Il sindaco Mario Ferrari
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Il sindaco Mario Ferrari

L’atto firmato da sei consiglieri di minoranza sarà votato entro un mese. Decisione improvvisa dopo il rinvio del consiglio su ineleggibilità ed ex Unione

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PORTOFERRAIO. La minoranza consiliare prova a dare una spallata alla giunta. O, più precisamente, al sindaco Mario Ferrari. È stata depositata in Comune, nella giornata di giovedì, una mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino portoferraiese, sottoscritta da sei consiglieri comunali (Paolo Andreoli, Cosetta Pellegrini, Antonella Giuzio e Alessandro Mazzei del gruppo Pd, Alessia Del Torto di Cambiare in Comune e Luisa Brandi). L’atto, che al momento non è stato reso pubblico dai consiglieri di minoranza, è stato inviato al segretario comunale e al presidente del consiglio comunale. Si tratta, in pratica, di un nuovo fronte istituzionale aperto dopo il rinvio del consiglio comunale straordinario richiesto dalla minoranza per discutere degli esposti presentati dall’ex segretario comunale Michele Pinzuti e circa l’eventuale incandidabilità e ineleggibilità del sindaco per le ragioni legate all’ex Unione dei Comuni. Le motivazioni della mozione di sfiducia, rivolta al sindaco e non all’intera giunta comunale, dovrebbero avere a che fare con i medesimi argomenti.

Quel che è certo, a questo punto, è che la maggioranza consiliare sarà chiamata a contarsi entro il termine stabilito dalla legge (Articolo 52 del testo unico degli enti locali), ovvero tra il decimo e il trentesimo giorno dalla presentazione della mozione. Non è escluso che la mozione possa essere discussa nella stessa seduta consiliare assieme ai punti all’ordine del giorno rinviati a data da destinarsi (per l’assenza del segretario comunale).

Per avere efficacia la mozione di sfiducia dovrà essere votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio comunale. Dal momento che i consiglieri comunali sono sedici oltre al sindaco, serviranno almeno nove voti per sfiduciare il primo cittadino. Sarebbe certo clamoroso se la tenuta della maggioranza dovesse incrinarsi a pochi mesi dalla scadenza naturale della consiliatura (la prossima primavera a Portoferraio si vota assieme ai comuni elbani di Capoliveri e Marciana). È certo, tuttavia, che la mozione di sfiducia si colloca nel pieno di una fase delicata per la maggioranza guidata dal sindaco Mario Ferrari. Solo poche settimane fa l’ormai ex assessora alla pubblica istruzione Adonella Anselmi ha deciso di tirarsi fuori dalla giunta comunale rimettendo le deleghe (istruzione e pari opportunità) nel mani del sindaco, pur rimanendo in consiglio comunale. Nei mesi scorsi era stato Riccardo Nurra a rinunciare all’incarico di capogruppo di minoranza. Tutto questo dopo una fase complicata per l’amministrazione e del sindaco in particolare che ha dovuto in due occasioni disinnescare una crisi interna nata con le dimissioni (poi congelate) del presidente del consiglio comunale Luciano Rossi e le dimissioni (congelate anche quelle) dei componenti del consiglio di amministrazione della Cosimo de’Medici, società partecipata di punta del Comune di Portoferraio. —

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di Redazione web