Il Tirreno

Apertura straordinaria dalle 9 alle 13,30 con visite guidate Gianpiero Vaccaro: «Nuovo allestimento per reperti e documenti» 

Parco di Punta Falcone, domenica alla riservetta il filo della memoria dalla guerra alla natura

CECILIA CECCHI
Parco di Punta Falcone, domenica alla riservetta il filo della memoria dalla guerra alla natura

l’INIZIATIVASettecento i visitatori in un giorno e mezzo di apertura del rifugio antiaereo sotto il Castello. Tante persone che non ce l’hanno fatta a vedere dove i cittadini cercavano si salvarsi...

3 MINUTI DI LETTURA





l’INIZIATIVA

Settecento i visitatori in un giorno e mezzo di apertura del rifugio antiaereo sotto il Castello.

Tante persone che non ce l’hanno fatta a vedere dove i cittadini cercavano si salvarsi dalle bombe (lì anche con conseguenze drammatiche) durante la Seconda guerra mondiale. Moltissime richieste per poter veder questo o gli altri rifugi ancora esistenti in città; almeno per le gallerie sotto il Rivellino questo sarà possibile grazie al progetto già finanziato che prevede la sistemazione di piazza Verdi.

Intanto si può continuare a seguire il filo della memoria grazie al museo diffuso, ovunque a Piombino. Domani sarà possibile visitare la riservetta 3 del Parco di Punta Falcone. Opportunità in qualche modo “promessa” da Gianpiero Vaccaro studioso, appassionato di storia, “cicerone” sotto il Castello e pure al nel direttivo dell’associazione “Microcosmo” (che cura il parco di Punta Falcone): «Dalle 9 alle 13,30 – spiega Vaccaro – è prevista l’apertura straordinaria della riservetta numero 3 della batteria costiera Sommi Picenardi».

Siamo nel cuore del Falcone, il fortino racconta di guerra sbucando dalla vegetazione qui come a Montemazzano: è la Piombino degli anni Venti tra le location d’interesse marittimo nazionale, dove è stata la regia marina a tracciarne le linee difensive.

«Le batterie contraeree a Piombino erano quattro – racconta Vaccaro – La 190 al Semaforo, sopra la collina di Montevento, all’ingresso del porto. La 191 a Montemazzano (Quattro pini), aperta e ben conservata. 207 a Montecaselli, poggio che “controlla” Cotone-Poggetto. 208 a Poggio al Molino a Baratti (parco Villa del Barone). Le postazioni del Falcone sono antinave, batteria Galeazzo Sommi Picenardi, senza numero».

Punta Falcone, fin dall’antichità sede di postazioni militari per controllo e difesa costiera. Ora una piccola lapide ai Caduti all’ingresso del parco. Lungo il percorso tabelloni che spiegano le caratteristiche entomologiche, geologiche, botaniche. Poi c’è il capitolo storico-militare. Se ne occupa “Microcosmo” anche da prima che diventasse parco; sempre solo volontariato.

Alla riservetta 3 dunque (l’unica visitabile su 5) si possono riscoprire fatti della Seconda guerra mondiale attraverso reperti originali e cartelloni. Pure quello che, in tutte le scuole della Repubblica, per anni ha invitato i ragazzi a non toccare le bombe inesplose, pena la vita (e tra i nati degli anni Cinquanta, ogni mattina, ne spaventava parecchi...).

«Stavolta – sottolinea Vaccaro – abbiamo preparato un nuovo allestimento sia per i reperti che per i documenti».

Possibile “seguire in diretta” la ricostruzione della funzione militare di Punta Falcone. Questo grazie a materiale, tramite gli archivi nazionali militari, della Marina e dell’Esercito, su cui Vaccaro ha lavorato per anni raccogliendo un nutrito numero di documenti storici.

«Una ricostruzione inedita – spiega ancora Vaccaro – della vita e degli eventi degli ufficiali e dei soldati di stanza qui durante gli anni cruciali della guerra e dell’armistizio». Validi contributi alla memoria e alla conoscenza del territorio, della città e della storia, che non è poi così lontana. –

CECILIA CECCHI

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web