Sicurezza
Dissequestrata la discarica di Rimateria
Il gip ha preso atto dell’informativa dei carabinieri e della fine dei lavori per il biogas: sabato manifestazone degli antidiscarica
PIOMBINO. La discarica di Rimateria a Ischia di Crociano da giovedì è dissequestrata: il giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna ha accolto la richiesta dell’avvocato Pier Matteo Lucibello, legale di Rimateria e del presidente Valerio Caramassi, basata sulle «operazioni di bonifica e messa a norma del sito, interamente eseguite, come risulta dalla documentazione allegata e dalla relazione del Noe dei carabinieri di Grosseto, incaricati della verifica e del monitoraggio».
Dopo il sequestro del 21 marzo, il 17 aprile la discarica era stata riaperta ma sotto il controllo del Noe. Ora l’ordinanza del gip Sacquegna riporta la gestione a pieno titolo nelle mani di Rimateria.
Il gip nell’ordinanza di dissequestro spiega di aver «preso atto dell’informativa dei carabinieri di Grosseto, rilevato l’esecuzione dei lavori programmati, e ritenuto essere venute meno le esigenze di cautela connesse al sequestro».
Il punto fondamentale quindi, è che i lavori di captazione del biogas, la causa più importante dei cattivi odori al centro delle proteste del quartiere, sono terminati in agosto, secondo i piani aziendali.
Valerio Caramassi fatica a contenere la soddisfazione per un provvedimento che secondo lui «chiarisce come senza Rimateria la discarica non sarebbe stata risanata e avrebbe fatto la fine di “Città futura”».
Lunedì prossimo Caramassi, come preannunciato da tempo, darà corpo alle dimissioni già formalmente presentate e andrà in pensione, nello stesso giorno in cui verrà portato all’approvazione dei soci Asiu l’accordo definitivo per la cessione del 30 percento della società a Unirecuperi. Resterà comunque inalterata la governance pubblica di Rimateria, finché non verrà venduto il secondo 30%.
L’accordo per una prima cessione di quote ai privati è contestato dalle minoranze consiliari e oggetto di uno dei due quesiti referendari (l’altro è sull’ampliamento della discarica) presentati dal Comitato di salute pubblica.
«Si continua a non voler capire che l’obiettivo è bonificare aree pesantemente inquinate – dice Caramassi – Sì, è vero abbiamo preso rifiuti speciali da fuori per mettere queste aree in sicurezza permanente, ma chi si oppone alla discarica come pensa di gestire la situazione quando Jindal, se andranno avanti i suoi piani, consumerà tre milioni di tonnellate di rottame all’anno, producendo altre 5-600mila tonnellate di rifiuti?».
Il piano industriale di Rimateria prevede che l’area di 70 ettari in cui ci sono 4 discariche di cui una (la LI53) definita come: “cumuli stoccati in modo incontrollato”, venga completamente riqualificata nel giro di 10 anni. I lavori sono iniziati con la regimazione delle acque e la realizzazione dei pozzi di biogas, secondo i programmi proseguiranno con la messa in sicurezza permanente della LI53 e il riciclo di scorie.
Intanto il fronte antidiscarica va avanti e per sabato 22 ha organizzato una manifestazione: "Quale futuro per i nostri figli? Stop rifiuti a Piombino”, è lo slogan con cui il Comitato salute pubblica invita i cittadini a manifestare contro l’ampliamento della discarica di Ischia di Crociano e contro la cessione a privati della maggioranza delle quote di Rimateria. La mobilitazione è prevista in piazza Cappelletti alle 10 e si protrarrà fino alle 12.
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