Italia
Mattarella, tanti sorrisi circondato dagli elbani «Ciao Sergio, aguanta!»
Atterrato con un Falcon alla Pila il presidente accolto dalla musica della Pascoli La preside lo ha accompagnato nella giornata al Cerboni, circondato dagli studenti
PORTOFERRAIO. «Ciao Sergio! Aguanta!». Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha ancora messo piede nella palestra Monica Cecchini di Portoferraio. Alza la testa, sorride, saluta i cittadini che, dalle scale esterne dell’edificio, lo accolgono. Chissà se ha capito il significato di un termine che più elbano non si può. «Aguanta!», tradotto in italiano significa «tieni duro Presidente!». Un attimo dopo la prima carica dello Stato varca l’ingresso della palestra ed entra, sommerso dagli applausi dei mille studenti in arrivo da tutta Italia e dai 150 invitati. E a quel punto il calore dell’abbraccio della scuola elbana si sente tutto, dalle prime file fino ai palchi in alto, dove sono seduti ordinatamente alunni arrivati da tutta Italia.
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Il Capo dello Stato si siede per assistere alla trasmissione “Tutti a scuola”, condotta da Claudia Gerini e da Flavio Insinna. La piccola isola d’Elba è in diretta su Rai 1. E la scuola isolana, i suoi problemi, ma anche i pregi e i punti di forza sono presi, per una volta, come metro di paragone per tutta la Nazione.
Una giornata storica per l’Elba che, tuttavia, inizia con il bastone tra le ruote di un maltempo carogna. Quei nuvoloni in arrivo dal versante occidentale dell’isola fanno paura. E le previsioni, già dal giorno prevedente, non sono buone. Per questo motivo fin dalla notte tra domenica e lunedì i tecnici del ministero dell’Istruzione e del Quirinale e le troupe della Rai si sono attivati per predisporre il piano B. Portano centinaia di sedie in palestra. Monitor, allacci dell’energia elettrica e per le telecamere della Rai. Non c’è tempo da perdere, la pioggia non può rovinare tutto. Nel primo pomeriggio, purtroppo, i timori si trasformano in realtà. Piove a dirotto, poi smette, ma il grande palco allestito nel piazzale interno dell’Itcg Cerboni non sarà utilizzato.
La macchina organizzativa allestita in piazzale Buttafuoco si adegua rapidamente. Gli invitati si spostano in palestra. Prendono posto. Manca solo il Presidente.
Poco dopo le 15,30 Mattarella arriva all’Elba con un Falcon, l’unico aereo militare con le dimensioni adeguate per atterrare nel piccolo aeroporto elbano. Grande evento, piccola isola. Sarà il filo conduttore di tutta la giornata. Il presidente viene accolto alla Pila dalle forze dell’ordine e dalle autorità locali. Gli uomini della scorta hanno già preparato tutti i dettagli e bonificato il percorso. Il Capo dello Stato sale sulla macchina presidenziale e si muove per Portoferraio. Puntuale. Il primo passaggio è alla scuola media Pascoli per l’incontro con la dirigente Maria Grazia Battaglini e con lo staff. Sono tutti emozionati, compresi i bambini dell’indirizzo musicale che suonano per il Presidente due brani, “Volare” e “La vita è bella”. L’arrivo al Cerboni è atteso e viene preannunciato dal grande movimento delle forze dell’ordine e dei corazzieri, la cui tenuta non è particolarmente invidiabile visto lo Scirocco caldo e appiccicoso che è calato sull’isola. Al Cerboni i ragazzi mostrano al Presidente la scuola e alcuni dei progetti di punta, come quello sulla riqualificazione della Strada Maestra della Villa di San Martino. Mica male per una scuola di una realtà disagiata, alle prese quotidianamente con problemi e difficoltà.
Poco dopo le 16,30, mentre il programma Rai è in corso, Mattarella entra in palestra. Fuori decine di curiosi lo attendono e lo salutano con calore. La tipologia della visita non prevede bagni di folla, per questo l’accoglienza della città è stata tiepida. Ma, in palestra, gli studenti colmano alla grande questa carenza di trasporto. Un saluto alla preside Battaglini, poi ai ragazzi elbani e non, agli insegnanti «valorosi» e all’isola che è un «vanto per il nostro Paese». Per il Presidente tutti i cittadini che vivono sulle piccole isole, come l’Elba, «hanno gli stessi diritti degli altri che le istituzioni devono garantire». Un discorso elbano, in alcuni tratti. Che ha fatto sentire l’isola e i suoi abitanti al centro del mondo in una giornata indimenticabile. —
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