Sicurezza
«Infrastrutture e porto Ora occorre uno scatto»
l’interventoIl tempo è scaduto «serve uno sprint: solo così Piombino può sperare nel rilancio». Più che un invito quello di Fabrizio Musto, coordinatore Cgil area sud della provincia, Maria Luisa...
l’intervento
Il tempo è scaduto «serve uno sprint: solo così Piombino può sperare nel rilancio». Più che un invito quello di Fabrizio Musto, coordinatore Cgil area sud della provincia, Maria Luisa Lironi, segretaria provinciale Filt-Cgil, Giuseppe Gucciardo, segreteria provinciale Filt-Cgil (responsabile settore trasporto merci e logistica).
«Infrastrutture, distribuzione di energia, General Electric e Piombino Industrie Marittime (Pim): assi fondamentali per lo sviluppo del territorio, ora bisogna dar concretezza ai progetti – ricordano i sindacalisti–. E bisogna farlo in tempi brevi. L’insediamento di Jindal è molto importante, genererà un impatto positivo su tutto l’indotto, ma da solo non potrà bastare a garantire un futuro a Piombino: per rilanciare l’occupazione servono investimenti su altri settori strategici. E serve dar attuazione a quanto previsto nell’Accordo di programma. Senza infrastrutture il porto muore: strade di collegamento, raccordi ferroviari – sottolineano –: Piombino ha bisogno di adeguate infrastrutture per consolidare le attività produttive già esistenti e per attrarre nuovi investitori, soprattutto nell’area portuale. Fondamentale dar concretezza al progetto 398 e alla realizzazione della bretella di collegamento nord al porto. Troppe incertezze. Serve una svolta. Senza adeguate infrastrutture i porti muoiono. Non possiamo perciò permetterci di non essere competitivi».
«Strade e ferrovie – proseguono i tre sindacalisti – benefici anche per il turismo comparto sempre più strategico su cui puntare per diversificare l’economia. Ma pure la questione della produzione e della distribuzione d’energia diventa sempre più imprescindibile. Da tanto tempo si parla dei progetti di Pim e General Electric sul territorio piombinese. Sulla questione troppi punti interrogativi, le rassicurazioni non bastano più. Ci auguriamo che Regione, Provincia, Comune e Autorità di Sistema portuale raccolgano il nostro messaggio – concludono –. Piombino può ancora salvarsi ma bisogna iniziare a correre». –
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