Sicurezza
Elba mai così in subbuglio dallo sbarco di Napoleone
Massima sicurezza, la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione. Per il Capo dello Stato un bagno di folla e una bellissima accoglienza
Portoferraio
Portoferraio si è messa alle spalle un subbuglio, positivo, per la festa-spettacolo di “Tutti a scuola”, di livello nazionale. Una festa per l’inaugurazione dell’anno scolastico da parte del Presidente Sergio Mattarella, che ha voluto una manifestazione di così grande importanza, in questa periferia toscana, all’Itcg Cerboni, in un’isola notevole, ricca di tesori, che andrebbe ricordata non solo per la sua vocazione turistica. E l’agitazione è stata esaltata dagli improvvisi acquazzoni, scoppiati ieri dopo giorni di continuo sole. Ed è risultato inutile quindi il maxi palco per lo spettacolo della Rai allestito nei giorni scorsi, alla scuola prescelta? Niente affatto. Con capacità organizzativa rapida e alternativa la scuola, la Rai, il Miur e il team del Quirinale, in mezza giornata hanno allestito l’adiacente palasport Cecchini e tutto è girato lo stesso a meraviglia. Nella struttura, non trovando spazio l’orchestra di De Angelis e i gruppi che dovevano esibirsi, il regista ha inserito, per la diretta tv, le registrazioni già fatte nelle prove dei giorni scorsi. È stata insomma battuta la sfortuna atmosferica capitata di lunedì 17 invece che nel classico venerdì. E grande è stata la macchina organizzativa che sta alle spalle di tutto ciò, anche per garantire la sicurezza. Una macchina civile e militare coordinata localmente dal commissario Scroccarello, dal Comune, con la super visone del capo di gabinetto, e tutto ha funzionato a dovere per assicurare la normalità al Presidente e a tutte le persone. Sono state dispiegate varie forze in campo, da quelle comunali con i vigili, poi carabinieri, finanzieri, polizia provinciale, capitaneria di porto e gli altri, compresi reparti speciali con tiratori scelti, uomini e donne in uniforme appostati a ogni angolo.
Quindi il giorno dell’evento vietate sosta e circolazione stradale, movimenti limitati e controllati in tutta l’area intorno al piazzale Buttafuoco, sede del Cerboni, istituto guidato da Grazia Battaglini. Diversi elbani hanno atteso di vedere il Sergio nazionale che entrava nel palasport. Alle grida di saluto il Presidente ha risposto con una mano, per poi immergersi nel bagno di folla e di calore, fatto anche di applausi scroscianti a non finire.
Un subbuglio del genere forse ci fu, con atmosfere ben diverse, quando sbarcò Napoleone nel 1814. Una grande festa per l’imperatore esiliato.
Stavolta nessun regnante ma il massimo rappresentante della democrazia. Tutt’altra cosa, ben più difficile, ma con valori che nemmeno il Corso poteva immaginare.
Insinna, conduttore con Gerini dell’evento, ha detto al Tirreno: «La scuola è alla base della vita e si incontrano grandi maestri. Io ho avuto Proietti e Abatantuono. La scuola deve esser aperta a tutti, come voleva Don Milani, che diceva “la scuola che respinge i ragazzi è come l’ospedale che manda via il malato”». —
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